Problemi di polveri e rumori. Ma non solo. Sarebbero questi i pareri di Arpa e Ats (l’Agenzia regionale per l’ambiente e l’Azienda a tutela della salute) in merito al trituratore di inerti che la società Demid vorrebbe installare in località Fornace a Ronco.

Arpa e Ats

A richiedere l’accesso agli atti su ciò che i due enti hanno prodotto sino a oggi, è stato il consigliere regionale pentastellato Massimo De Rosa, che ha notato l’assenza di loro rappresentanti sia in conferenza di servizi (che si è tenuta nell’ufficio di via Piceno a Milano di Città metropolitana il 16 settembre 2019) sia in occasione del sopralluogo probatorio, di pochi giorni successivo.

“Una quantità di rifiuti trattati eccessiva”

“Da quanto apprendiamo da Arpa, il quantitativo stimato di rifiuti trattati dall’impianto è superiore rispetto a quelli che sono gli spazi e le dimensioni dell’impianto stesso – ha spiegato De Rosa – In pratica l’impresa non potrebbe raggiungere la produttività che dichiara. Questo passaggio è fondamentale. Forse potrebbe essere infatti inficiata l’intera sostenibilità economica del progetto”. Inoltre Arpa ha richiesto a Città Metropolitana di rivalutare l’istanze dell’azienda proprio in funzione di quelli che possono essere i quantitativi di rifiuti autorizzati.

Barriera fonoassorbente

“Ats invece ha posto condizioni relative all’impatto acustico dell’impianto – ha continuato – La prima riguarda la realizzazione di una barriera fonoassorbente e in seguito un test da effettuare proprio sul rumore in fase di esercizio dell’impianto. Il secondo aspetto riguarda le polveri. Il macchinario che verrà installato dovrà essere dotato di nebulizzatore per l’abbattimento delle stesse, le cui emissioni andranno comunque nuovamente valutate in fase di esercizio”. Entrambi gli aspetti sono contemplati nella Via (la valutazione di impatto ambientale) presentata da Demid. occorre valutare se le misure previste dall’operatore sono sufficienti per l’azienda di tutela della salute.

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“Lavoreremo a livello locale”

“Adesso lavoreremo insieme ai comitati locali, ai nostri attivisti e ai nostri portavoce in consiglio comunale, per capire se questo tipo di prescrizioni siano o meno sufficienti a rassicurare i cittadini – ha concluso De Rosa – Restiamo comunque in attesa di conoscere la documentazione relativa alle integrazioni richieste da Ats e Arpa. Riteniamo che le informazioni ottenute di fondamentale importanza, dal momento che vincolano dettagliatamente la futura autorizzazione, con criteri dei quali dovrà tener conto Città Metropolitana. Non solo, ci consentono di tenere monitorato l’andamento dei lavori e l’iter di realizzazione dell’impianto, dal momento che il mancato rispetto di tali prescrizioni potrebbe valere un alt, anche in fase di esercizio”.

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