Aggressione a Silvia Sardone, il dem rinviato a giudizio: “La verità è un’altra”. La replica dell’ex consigliere comunale del Pd di Sesto San Giovanni Vito Romaniello: andrà a processo a maggio.

Aggressione a Silvia Sardone: “Vi dico io come è andata”

L’esponente sestese del Partito democratico ha voluto replicare alla ricostruzione fatta dal sindaco Roberto Di Stefano dell’aggressione subita dalla sua compagna, l’europarlamentare della Lega Silvia Sardone, nel 2017, durante le riprese di un programma tv di Rete 4. Aggressione che, a distanza di due anni dai fatti, ha portato al rinvio a giudizio di Romaniello. L’ex consigliere si difenderà in Aula. Intanto ha voluto sottolineare alcune “discrepanze”.

“Non ho disturbato nessuno, anzi…”

“Contrariamente a quanto dichiarato dal sindaco non ho recato alcun disturbo alla trasmissione televisiva ‘Dalla vostra parte’, anche perché, in quel caso, gli operatori di Rete 4 mi avrebbero richiamato all’ordine, cosa che non è avvenuta, come si vede chiaramente  dalle immagini del video che ho registrato quella sera (https://www.youtube.com/watch?v=5v04TxiAO_s) – ha specificato Romaniello – Mi sono limitato a fare delle riprese per una diretta Facebook e nel momento in cui ho cominciato a commentare mi sono allontanato dal punto in cui Rete 4 riprendeva il pubblico per la sua diretta. In quel frangente sono stato letteralmente assalito dalla signora Sardone che, in maniera agitata,  chiedeva di essere ripresa dal sottoscritto, mentre contestava l’operato della Giunta Chittò”.  La puntata di “Dalla vostra parte” era stata infatti registrata nel momento clou della campagna elettorale 2017. “Singolare la frase che mi rivolgeva: ‘Se hai le cialle inquadra anche me!’. Preciso che ignoro cosa siano le ‘cialle’ e che tutto questo è documentato dal video. Nei confronti della signora Sardone ho sempre mantenuto i toni molto bassi e, contemporaneamente, l’ho invitata, a più riprese, a tenere le mani a posto,  vista la sua invadenza fisica nell’esporre il suo pensiero.  Invadenza che mi metteva anche in una condizione di imbarazzo nei confronti del suo compagno”.

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“Nessuna aggressione”

“Relativamente la presunta aggressione le versioni sono contrastanti – ha aggiunto l’ex consigliere dem, allora in carica – La signora Sardone sostiene che io le abbia torto il braccio procurandole 25 giorni di prognosi di cui solo 7 certificati dal Pronto soccorso. La mia versione è che ho sentito scivolare sul mio braccio sinistro il petto della Sardone che, inspiegabilmente, urlava mentre si strusciava. Aggiungo che il mio braccio sinistro rimaneva immobile lungo il corpo senza nemmeno fare il tentativo di allontanarla”.