Sono diverse le aggressioni sui treni che negli scorsi giorni hanno visto protagonisti i treni. Venerdì 11 maggio lungo la Erba-Milano quattro ragazzi hanno attaccato un controllore che aveva la “colpa” di averli rimproverati perché tenevano aperte le porte del treno a Lambrugo per fumare. Sabato mattina invece, a Carimate, un capotreno donna di 22 anni ieri mattina è stata presa a schiaffi da un 50enne. Così come sulle tratte milanesi e lecchesi non erano mancati i casi.

Il Codacons diffida Trenord e Trenitalia

“Negli ultimi giorni sono stati numerosi i casi di dipendenti delle Ferrovie Italiane che sono rimasti coinvolti in aggressioni violente nello svolgimento delle loro attività lavorative. Trenitalia e Trenord devono garantire la sicurezza dei propri dipendenti nello svolgimento delle attività di controllo, garantendo la presenza, necessaria, di agenti che pattuglino e accompagnino i controllori sui treni. Non possiamo aspettare che un’altra persona venga aggredita mentre sta facendo il proprio dovere. I dipendenti Trenord e Trenitalia sono privi di tutetele” scrive l’associazione consumatori facendo riferimento agli ultimi episodi di cronaca.

 Come si ferma la violenza?

Mettere un freno all’ondata di violenza sembra ormai essere una necessità. L’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato nei giorni scorsi era stato chiaro: “Assalti da Far West, usiamo i militari”. Seguito a ruota dal governatore Attilio Fontana. Intanto si inizia ad utilizzare la tecnologia. A dicembre Ferrovienord ha firmato un accordo con il Politecnico di Milano per creare una piattaforma che coordini telecamere digitali.

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