Assalto al portavalori armati di pistola, arrestati un uomo, un 40enne di Brugherio, e una donna.

Assalto al portavalori armati di pistola

L’8 agosto del 2018 verso le ore 11.30 un dipendente di una ditta di gestione di videogiochi cremasca, dopo aver prelevato il denaro custodito nei videopoker di diversi bar, percorrendo la Paullese, giunto all’altezza dello svincolo per Ripalta Cremasca, veniva bloccato da un’utilitaria a bordo della quale vi erano tre malfattori di cui uno armato di pistola che lo percuoteva, costringendolo a consegnare tutto il denaro (circa 10.000 euro).

Banditi in fuga

I malviventi si allontanavano velocemente in direzione Castelleone, cercando di far perdere le tracce. La vittima riusciva però ad allertare questa compagnia, bloccando un passante a cui chiedeva di poter usare il cellulare, che inviava sulla via di fuga più equipaggi. Grazie a ciò, una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile che si trovava a Castelleone nei pressi del Santuario, riusciva ad intercettare il veicolo in fuga che, a sua volta, notato il mezzo militare, cercava un’alternativa via di fuga imboccando una strada sterrata per poi abbandonare il mezzo e fuggire a piedi nei campi coltivati a mais.

Refurtiva recuperata

Sul posto giungevano immediatamente varie pattuglie che eseguivano, anche grazie all’intervento di un elicottero del Nucleo carabinieri e di una squadra di cinofili di Orio al Serio, una battuta di rastrellamento che permetteva di catturare due malfattori nonché recuperare l’intera refurtiva ed una pistola scacciacani. Il terzo malvivente, però, riusciva a dileguarsi grazie al mais molto alto. Il mezzo utilizzato per la fuga, una Toyota Yaris risultava di proprietà di una donna meridionale di Soresina che, dopo poco, si presentava in quella stazione carabinieri denunciandone il furto.

Rintracciati

Gli investigatori del N.O., con sofisticate indagini durate per diversi mesi, sono riusciti a ricomporre il sodalizio criminoso che aveva agito, tanto da dimostrare minuziosamente al PM della Procura della Repubblica di Cremona che si trattava di un piano ben organizzato sin nei minimi particolari, con sopralluoghi preventivi sul luogo dove il sodalizio avrebbe agito. Si è accertato, in particolare, che i due arrestati avevano agito con la complicità di altre due persone, tra cui la proprietaria della Toyota Yaris, a cui erano applicate delle targhe posticce per eludere eventuali riprese di telecamere poste lungo il tragitto, ed un pregiudicato 40enne di Brugherio.

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Portati in carcere

Il GIP dott. Mombelli del Tribunale di Cremona, grazie ad un quadro probatorio completo, ha accolto appieno la richiesta di custodia cautelare in carcere a carico della donna e del malvivente di Brugherio, quale misura adatta a contenere la loro elevata capacità delinquenziale, emettendo dei provvedimenti restrittivi della libertà personale. I due sono stati rintracciati dai carabinieri del N.O. presso le proprie abitazioni e successivamente tradotti nel carcere femminile di Brescia e a Milano.

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