Era il 20 novembre quando Aurora Ferrari si spense, 40 minuti dopo la sua nascita. Per quello che accadde quella notte, per il pm l’unica responsabile sarebbe la ginecologa che prese in carico la mamma sino alle 20.

Bimba morta dopo il parto: il punto della Procura

Il Pm Giancarlo Mancusi ha chiuso l’inchiesta e dopo aver rinviato a giudizio 13 persone tra medici e infermieri ha indicato le responsabilità della tragedia nella specialista che ha avuto in carico Lara Bosisio sino alle 20 e che è entrata in sala parto come medico responsabile. Secondo l’accusa la donna avrebbe mal interpretato il tracciato che monitorava lo stato della bambina e avrebbe fatto la scelta sbagliata.

Il cesareo avrebbe potuto salvarla

Secondo gli esperti interrogati dalla Procura, la scelta di continuare con un parto naturale si sarebbe rivelata errata. Infatti se la ginecologa avesse agito già alle 20 chiedendo un parto cesareo, Aurora si sarebbe salvata “con altissima probabilità”. Invece per due ore la bimba è rimasta senza ossigeno e questo avrebbe causato la morte. Questi la tesi dell’accusa che ha individuato dunque nel comportamento del medico l’unica ad avere responsabilità, chiedendo l’archiviazione della posizione della collega che le era subentrata dopo le 20.

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La memoria difensiva

Gli avvocati della 41enne ora potranno scegliere se depositare una memoria della dottoressa oppure sottoporsi all’interrogatorio da parte del Pm. Sarà quindi la Procura a decidere se procedere con il Processo o chiedere anche nel suo caso l’archiviazione. La posizione della donna è legata al tracciato della bimba alle 20. Secondo  la consulente  della ginecologa il tracciato sarebbe stato nella norma e niente avrebbe portato a scegliere di procedere con il cesareo.

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