Birre, polpette e rapine: arrestati i titolari di una società che lavora al Carroponte. Sgominata dai Carabinieri una banda di malviventi dedita ai furti con spaccata.

Rapine e spaccate: arrestati anche due imprenditori

Tra i nomi degli arrestati nell’ambito dell’operazione “Baba Biri” condotta in settimana dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Riva del Garda ci sono anche quelli di Marco Ramunno e Lorenzo Macalli, i titolari della Saten, che fino a pochi mesi fa si occupava dell’organizzazione di alcuni eventi collaterali enogastronomici del Carroponte di Sesto San Giovanni. I due erano presenti anche alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione del Carroponte, tenutasi in Comune lo scorso febbraio.

L’operazione dei Carabinieri

Una ventina i colpi messi a segno dalla banda composta da nove persone, sette finite in carcere e due ai domiciliari. Il sodalizio criminale era radicato e operava soprattutto (ma non solo) nel Bresciano: era capeggiato da un serbo e composto da albanesi e italiani. Le accuse nei loro confronti sono, a vario titolo, quelle di associazione a delinquere dedita a furti in attività commerciali (prediligevano le slot), furto aggravato, ricettazione e rapina.

La rapina ai gestori del Carroponte

Nell’elenco dei colpi messi a segno dalla banda c’è anche una rapina ai danni del titolare della Hub Music Factory, la società che ha l’appalto per la gestione dell’arena concerti di Sesto e che collaborava proprio con Rotunno e Macalli. La rapina avvenne il 28 giugno di quest’anno, a Cormano, a quattro mesi di distanza dalla conferenza stampa di presentazione della stagione del Carroponte durante la quale i titolari della Saten e della Hub Music Factory comparivano accanto al sindaco Roberto Di Stefano e all’assessore alla Cultura Alessandra Magro.

Gli arresti diventano un caso politico

Il Pd sestese, all’indomani dell’arresto dei due imprenditori, ha presentato un’interrogazione urgente. “Dopo anni di gestione positiva del Carroponte da parte delle Amministrazioni di Centrosinistra, che il nuovo corso intrapreso dal sindaco Di Stefano all’insegna del guadagno fosse un buco nell’acqua era chiaro oramai a tutti – hanno commentato i dem – Un’estate dove la principale attrazione sestese è rimasta spesso silente o semivuota, uno spreco e un danno a tutta la città.  Ma se fino a oggi abbiamo sempre creduto che la cattiva gestione fosse figlia della volontà di guadagnare invece che di creare un luogo di incontro e vivo, da notizie di stampa apprendiamo che sembrerebbe che Di Stefano abbia affidato uno dei simboli della città a una società con all’interno persone accusate di furti e rapine, capiamo, così, che il problema per Sesto è più profondo”. E ancora: “A Roberto Di Stefano il bene di Sesto non interessa e le conseguenze sono affidamenti e nomine sulle quali l’Amministrazione non adopera nessun tipo di controllo e vigilanza, portando persone che mai dovrebbero avere a che fare con la cosa pubblica a gestire un vero e proprio patrimonio della città. Una vergogna”.

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Il Comune precisa: “Non c’entrano con Carroponte”

“I soggetti in questione già collaboravano con Arci (l’associazione che deve al Comune svariate migliaia di euro, debito accumulato sotto le precedenti Amministrazioni di sinistra) e da mesi non c’entrano più nulla col Carroponte – ha precisato il sindaco – Se il Pd vuole dare lezioni di moralità inizi a spiegare perché teneva nella casa albergo uno spacciatore pregiudicato e altri irregolari”.

“Li abbiamo allontanati dall’arena concerti”

In una nota, Alex Fabbro e Titti Seregni hanno fatto sapere che “Hub Music Factory Srl è ed è sempre stato l’unico vincitore e assegnatario del bando e, di conseguenza, unico effettivo titolare dei diritti di gestione dello spazio. La società Saten Srl di Marco Ramunno e Lorenzo Macalli che in passato aveva organizzato l’evento Carrowine sin dal 2017 presso l’area Carroponte, allora gestita da un’altra organizzazione (l’Arci, ndr), si è proposta di gestire alcune manifestazioni enogastronomiche nel periodo di aprile e maggio, ma, considerata la totale disorganizzazione dimostrata oltre a mancati pagamenti verso i fornitori, Hub Music Factory ha diffidato Saten dal proseguire qualsiasi attività allontanandoli dal Carroponte avviando nel contempo delle procedure legali nei loro confronti. A seguito di un tentativo di rapina subita dai uno dei due soci amministratori di Hub la notte del 28 giugno abbiamo appreso a mezzo stampa che tra i presunti mandanti-esecutori c’erano proprio i titolari di Saten Srl”.

Hub Music Factory: “Siamo parte lesa”

“Hub Music Factory è pertanto parte lesa in questa situazione nella quale, oltre aver subito un notevole danno sia economico che di immagine, unitamente al tentativo di rapina perpetrato ai danni di uno dei due soci amministratori, si ritrova ad essere accomunata agli stessi soggetti di cui risulta essere stata vittima inconsapevole”, hanno concluso i due amministratori della società che ha in gestione il Carroponte di via Granelli.