Capannone sfitto utilizzato come magazzino dai ladri. E’ stato scoperto lunedì a Cambiago dagli agenti della Polizia Locale che ora sono sulle loro tracce.

Capannone sfitto usato come magazzino per nascondere refurtiva

L’avevano rubato e utilizzato per compiere una razzia da cinquemila euro in rame. Poi hanno cercato un posto discreto per parcheggiare e al tempo stesso nascondere il loro mezzo di trasporto, scegliendo un capannone sfitto. Ma il loro nascondiglio dopo pochi giorni è stato scoperto dagli agenti della Polizia Locale che ora sono già sulle loro tracce. E’ stato infatti rintracciato lunedì 11 novembre 2019 all’interno di un immobile situato in via Leonardo Da Vinci il furgone trafugato sabato pomeriggio a Canonica d’Adda da un’azienda sita in via dell’Artigianato, una fra le diverse colpite quel giorno da una banda di ladri che ha fatto razzia di «oro rosso» per un bottino complessivo di cinquemila euro. I malviventi dalla località orobica posta in riva all’Adda hanno guidato col veicolo trafugato fino all’area industriale di Cambiago. Probabilmente già in precedenza aveva individuato nel capannone sfitto sito in via Leonardo da Vinci un luogo ideale dove poter nascondere e poi far definitivamente sparire la refurtiva.

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La dinamica dell’effrazione

«Hanno rotto il lucchetto che si trovava al cancello di ingresso e dopodiché hanno scassinato la porta pedonale per poi aprire quella principale, necessaria a far entrare il mezzo e svuotare la refurtiva – ha spiegato il comandante della Polizia Locale Ugo Folchini – Poi hanno parcheggiato il veicolo affinché non desse nell’occhio, quasi con l’intenzione di utilizzarlo in futuro per altri colpi».

L’indagine approfondita della Locale

Adesso la Polizia Locale sta svolgendo un’indagine approfondita, utilizzando anche le videocamere presenti nella zona e lungo il possibile tracciato compiuto dal mezzo da Canonica, dopo aver compiuto la razzia, per raggiungere l’area industriale di Cambiago. «Attraverso le apparecchiature di sorveglianza e i varchi di accesso cittadini potremmo infatti identificare se i malviventi abbiano utilizzato anche delle auto d’appoggio per dileguarsi senza dare nell’occhio e fare sparire la refurtiva», ha concluso il comandante Folchini.

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