Sono finiti in carcere questa mattina tre carabinieri della compagnia di Cassano d’Adda. Sono accusati di aver rubato dei soldi, e non solo.

In carcere tre carabinieri

Nella tarda mattinata a Cassano d’Adda e a Bergamo i carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Milano su richiesta della Procura , nei confronti di tre militari dell’Arma. Uno di loro, il maresciallo Raimondo Manelli, era già stato sospeso dall’impiego e attualmente sottoposto agli arresti domiciliari.

Dovranno rispondere di gravi accuse

Sono ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso, in qualità di pubblici ufficiali, di peculato, detenzione illecita di sostanza stupefacente, calunnia, arresto illegale e falsità ideologica commessa in atti pubblici. Sono tutti e tre in servizio a Cassano d’Adda.

Uno era già finito in arresto

L’indagine, affidata dall’Autorità Giudiziaria ai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Monza    scaturisce dagli sviluppi di una pregressa attività investigativa che, il 6 aprile 2017, aveva già portato all’arresto di un sottufficiale dell’Arma(destinatario del provvedimento restrittivo eseguito in data odierna), il 57enne Manelli, all’epoca dei fatti comandante dell’Aliquota Radiomobile del Norm di Cassano d’Adda, ritenuto responsabile di spaccio di stupefacenti, peculato, corruzione, rivelazione ed utilizzazione di segreto d’ufficio, nonché falso in atto pubblico.

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L’indagine partita dalle parole di un marocchino

L’indagine sono partite in seguito alle dichiarazioni accusatorie rese da un pregiudicato marocchino, 44enne, tratto in arresto per detenzione illecita di sostanze stupefacenti nel giugno 2016 a Pessano.

Accusati di aver rubato dei soldi

Ai militari viene contestato, a vario titolo, di essersi impossessati di somme di denaro, tra aprile 2016 e agosto 2017, in occasione di quattro attività di perquisizione domiciliare a pregiudicati locali e, solo in un caso, di aver detenuto stupefacenti (10 grammi) attribuendone il possesso ad un arrestato, attestando il falso nei relativi verbali di arresto.

Ulteriori sviluppi sul numero del giornale in edicola e nella versione on line da sabato 19 maggio.