Morto da diverse ore e con mani e piedi legati. Così è stato trovato ieri mattina, domenica 20 ottobre 2019, il corpo di Davide Baruffini, 42enne clochard, all’aeroporto di Linate.

Clochard trovato morto a Linate

La macabra scoperta è avvenuta attorno alle 11 dagli operai che stanno lavorando all’imminente riapertura dello scalo che insiste su Segrate e Peschiera Borromeo (prevista per il 26 ottobre). Il corpo è stato ritrovato nel parcheggio sotterraneo, in un vialetto di servizio. Indossava un paio di jeans, un giubbotto nero e un paio di scarpe da tennis. Non c’erano segni di violenza, soltanto una gamba fratturata. Gli operai hanno subito avvertito la Polizia, e del caso si sta occupando la sezione omicidi della squadra mobile, coordinata dal pm di turno Luisa Baima Bollone.

Il mistero del fil di ferro

Al momento non si esclude nessuna pista, neppure quella del gesto volontario. Anche se il fatto che il cadavere sia stato ritrovato con mani e piedi legati con del filo metallico fa pensare a un omicidio, conferendo al delitto anche un’immagine cruenta. Il fatto che non ci siano sul suo corpo segni di violenza, però, rende abbastanza improbabile l’ipotesi di una lite finita in tragedia. Ad ogni modo è stata disposta l’autopsia, che servirà a chiarire i dubbi.

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Chi era la vittima

Baruffini, 42 anni, era un senzatetto che bazzicava da qualche tempo la zona. Milanese, girava spesso con uno strumento musicale con sé, tanto da essere soprannominato “il sassofonista”. Da qualche anno era seguito dai Servizi sociali del capoluogo, ma non aveva mai accettato (salvo in un’occasione) di andare in un dormitorio.

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