Il giudice ha stabilito una condanna di due anni per peculato.

L’ex sindaco Alessandrini è colpevole

Per il giudice l’ex sindaco di Segrate Adriano Alessandrini è colpevole di peculato. La sentenza, contro cui il legale dell’ex primo cittadino già annuncia il ricorso, è arrivata oggi, venerdì. Alessandrini è stato condannato a due anni, con pena sospesa e non menzione nel casellario giudiziale, all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni e al risarcimento, in favore del Comune di 6.300 euro per danno di immagine, rispetto ai 28mila chiesti dal Pubblico ministero.

Riconosciuta una parte delle “spese pazze”

Solamente una parte delle “spese pazze”, effettuate con la carta di credito del Comune, sono state riconosciute. Su 129 episodi, una ventina sono stati ritenuti “colpevoli”. Lunedì verrà depositato il dispositivo della sentenza mentre tra 90 giorni ci saranno le motivazioni.

Dopo la Corte dei conti, la sentenza penale

Il 12 luglio del 2017 la Corte dei conti lo aveva già dichiarato colpevole per un danno erariale procurato alle casse comunali di 34mila e 403 euro. Insieme a lui, era stata condannata anche la ex dirigente Paola Malcangio, oggi consigliere di opposizione a Cernusco, con la complicità della quale avrebbe utilizzato in modo indebito, per anni, la carta di credito dell’ente. Il legale dell’ex primo cittadino ha impugnato questa sentenza. Ora è arrivato anche il giudizio penale in base all’articolo 314: “appropriazione indebita, o distrazione a profitto proprio o altrui, di denaro o altro bene mobile appartenente ad altri, commessa da un pubblico ufficiale che ne abbia il possesso in ragione del suo ufficio”.
Il servizio completo sulla Gazzetta della Martesana in edicola e online da sabato 12 gennaio.

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