Qualcuno avrebbe cambiato i destinatari su pacchi spediti con il corriere per accaparrarsi merce che vale migliaia di euro. I carabinieri di Vimodrone indagano dopo un arresto.

Pacchi spediti e manomessi

Tutto è iniziato martedì. Gli operatori della Sda, che ha una delle più grossi sedi in Lombardia a Vimodrone, hanno avvisato gli uomini dell’Arma perché un uomo reclamava con sospetta insistenza dei pacchi in giacenza nel magazzino, dove erano stati lasciati dal corriere perché non aveva trovato il destinatario scritto sulla bolla di spedizione.

Arrestato con documenti falsi

I militari pochi minuti dopo sono giunti sul posto proprio mentre l’insistente richiedente stava caricando in auto uno dei pacchi in questione, appena ritirato. Così lo hanno fermato e gli hanno chiesto i documenti. Lui ha tirato fuori da tasca una carta d’identità. Ma i carabinieri, insospettiti, hanno effettuato un approfondito controllo e hanno scoperto che il documento era stato rubato nel 2016 in provincia di Venezia quando era ancora intonso. Così è stato arrestato con le accuse di possesso di documenti falsi e di ricettazione di un documento di provenienza furtiva. Grazie alle impronte digitali, in caserma sono risaliti alle vere generalità dell’uomo, un 55enne italiano.

Le indagini e i sospetti

I carabinieri non si sono fermati qui. Hanno aperto il pacco e dentro hanno trovato un televisore di ultima generazione da cinquanta pollici. Analizzando lo scatolone, hanno scoperto che la bolla di spedizione era stata manomessa. Come destinatario era indicato il nominativo presente sulla carta d’identità falsa, ma il domicilio non corrispondeva. In questo modo il pacco era stato portato il magazzino, dove l’uomo si era recato più volte negli ultimi giorni per reclamarlo. Una coincidenza che ha insospettito i carabinieri vimodronesi.

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Un altro pacco manomesso

Con l’aiuto dei responsabili della Sda, i militari hanno trovato nello stesso magazzino un altro pacco destinato all’idenità fittizia. Anche in questo caso la scatola veva un contenuto di grande valore (francobolli da collezione dal valore di tremila euro) e, soprattutto, pure su questa scatola la bolla di spedizione era stata manomessa, quindi anche questo non sarebbe mai arrivato al reale destinatario, ma sarebbe stato ritirato, sempre con lo stesso meccanismo, dal 55enne finito in manette.

L’ombra di una banda

Dietro all’arrestato ci sarebbe l’ombra di una banda ben organizzata. E’ questo il sospetto dei carabinieri che, con l’aiuto della società di spedizioni, parte lesa in questo sistema, stanno lavorando per ricostruire tutti gli spostamenti dei pacchi. Intanto sono anche alla ricerca dei reali destinatari della merce, spedita con il marchio di “assicurata”: un particolare che potrebbe aver ingolosito chi ha manomesso le bolle, forse una “talpa” interna all’azienda. Intanto le indagini proseguono.

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