Giada Mornelli non aveva le cintura, pena ridotta a chi guidava. Così si legge nelle motivazioni della condanna a un anno e nove mesi per Jonathan Gioè, il 25enne di Brugherio che conduceva la macchina con a bordo Giada Mornelli, 22 anni di Pozzuolo Martesana. Il mezzo si era schiantato contro una parete di cemento nella notte fra il 12 e il 13 maggio 2018.

Giada Mornelli, l’incidente

I due ragazzi, insieme a una loro amica, viaggiavano a bordo della Opel Adam di proprietà della famiglia di Giada sulla strada provinciale fra Lecco e Ballabio. Improvvisamente il mezzo era uscito di strada finendo contro un muro che costeggiava la carreggiata. Inutile era stata la corsa verso l’ospedale Manzoni del capoluogo lacustre. La 22enne si era spenta poco dopo, mentre gli altri due passeggeri, trasportati a Erba, avevano riportato ferite più lievi.

Il processo

I rilievi non avevano trovato segni di frenata sull’asfalto e nel sangue del guidatore era presente un tasso alcolemico di 2,11 grammi per litro, quattro volte il consentito. Il sostituto procuratore aveva quindi chiesto, al termine delle indagini, una condanna a due anni e sei mesi, tenuto conto delle attenuanti generiche e del fatto che il brugherese non avesse precedenti. Il giudice per le udienze preliminari l’aveva poi ulteriormente ridotta, sentenziando per il 25enne un anno, nove mesi e dieci giorni. 

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Le motivazioni

Il Tribunale di Lecco ha reso disponibili in settimana le motivazioni della sentenza. Il giudice, partito da una pena base di otto anni, ha tenuto conto, come già evidenziato, delle attenuanti e del fatto che il guidatore fosse incensurato. A questo si è aggiunta la richiesta da parte degli avvocati della difesa del rito abbreviato, che prevede un’ulteriore riduzione di un terzo della pena. A far discutere è però un altro passaggio. Giada “non indossava le misure di sicurezza”, si legge nel documento, e questo è inquadrato come concorso di colpa. Una decisione che ha portato un nuovo “snellimento” della condanna.

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