Operazione antirapina dei carabinieri della compagnia di Treviglio in tutta la provincia di Bergamo. Questa mattina a Bergamo la conferenza stampa sui risultati dell’indagine Occhialino. (QUI LA VIDEO INTERVISTA SUL CASO AL CAPITANO DEI CARABINIERI PAPASODARO)

Indagine Occhialino

Sono 4 gli indagati per concorso di persone in rapine aggravate e continuate, sequestro di persona e porto illegale di armi improprie. Tutti gli indagati sono di nazionalità italiana e sono stati colpiti da ordinanza di custodia cautelare applicativa del carcere. Hanno rapinato 7 istituti di credito tra Bergamo, Brembate, Levate, Paladina e Urgnano. L’operazione ha preso il nome dagli occhiali finti che i malfattori indossavano per essere meno riconoscibili.

Arrestati a Urgnano

Gli istituti di credito in questione sono stati rapinati tra il settembre del 2015 e il novembre del 2016. Proprio il 6 novembre del 2015 due degli indagati, considerati dei veri e propri “trasfertisti del crimine” provenienti dalla Sicilia, erano stati arrestati in flagranza di reato a Urgnano, dove avevano rapinato la Bcc

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Le indagini

Le indagini sono state condotte tramite intercettazioni telefoniche ed analisi dei tabulati, ma un ruolo importante l’ha rivestito la tecnologia moderna. I carabinieri hanno portato avanti un’accurata analisi dei social network e delle chat. Per il riconoscimento è stato impiegato un software di ultima generazione per la comparazione tra i frame degli impianti di video sorveglianza e le foto degli indiziati.

Ladri gentiluomini?

Se da una parte la banda ha terrorizzato la provincia di Bergamo arrivando anche a picchiare diverse persone dalle indagini sono emerse alcune particolarità. Quando entravano in banca i rapinatori si accertavano che i clienti avessero concluso le operazioni alla cassa prima di procedere con il colpo. Una strana “gentilezza” nei confronti dei clienti che in questo modo almeno non ci hanno rimesso del denaro.

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