Al termine di una violenta discussione aveva colpito alla testa un uomo di 44 anni, mandandolo in coma. Poi aveva aggredito anche il figlio 12enne, prima di fuggire e sparire nel nulla per un mese. Fino a quando i carabinieri lo hanno trovato a casa di una parente a Peschiera Borromeo.

Manda in coma un uomo con una bottigliata

I fatti risalgono allo scorso 19 aprile. L’aggressore, un 21enne tunisino irregolarmente in Italia, aveva ridotto in fin di vita un connazionale con il quale aveva avuto una discussione. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la vittima insieme al figlio 12enne aveva assistito a una partita di calcio in un bar di via Padova. A un certo punto della serata al tavolo con loro era arrivato anche il 21enne.

La lite fuori dal bar

Una volta usciti dal locale i due avevano cominciato a discutere. Quando la situazione è degenerata, il nordafricano ha preso una bottiglia di vetro da un cestino e aveva colpito violentemente in faccia il “rivale”. Poi aveva spinto a terra il figlio dodicenne dell’uomo, che aveva cercato di intervenire, gli aveva rubato il cellulare ed era scappato.

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Un mese da fantasma

Il 44enne ha passato due giorni in coma farmacologico, prima di riprendersi gradualmente. Dell’aggressore, però, nessuna traccia. Fino a quando i carabinieri sono riusciti a scoprire che a Peschiera vivono alcuni suoi parenti. E proprio a casa di una congiunta lo hanno trovato, portandolo a San Vittore.

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