Calci, pugni, un orecchio quasi staccato. E poi insulti omofobi e una seconda aggressione, a distanza di pochi minuti dalla prima. Il motivo di tanta ferocia? Il suo essere omosessuale.

Massacrato perché omosessuale

Si sono chiuse nei giorni scorsi le indagini su quanto accaduto la notte del 10 agosto 2019 a Santa Cesarea Terme, in Salento, dove un gruppo di cinque ragazzi milanesi, tutti attorno ai 25 anni e orbitanti (almeno un paio) attorno alla galassia di CasaPound, si trovava in vacanza. Tra loro anche un cernuschese e un colognese.

 L’aggressione

Secondo le ricostruzioni dei fatti, quella notte il branco circondò un 44enne del posto colpendolo prima con un pugno in faccia e facendolo cadere a terra. Poi lo colpirono a calci e lo trascinarono per un orecchio, provocando un distaccamento dello stesso. Il tutto condito da insulti omofobi. La vittima in un primo momento riuscì a fuggire, ma il gruppo lo raggiunse e, stando a quanto ricostruito dalle Forze dell’ordine, riprese a picchiarlo con violenza. Nell’avviso di chiusura delle indagini sono state contestate anche le aggravanti dei motivi abietti  «consistiti nel percuotere la vittima e discriminarla in ragione del suo orientamento sessuale» e della crudeltà «consistita nell’aver adottato una condotta eccedente rispetto alla normalità causale e rivelatrice di un atteggiamento interiore specialmente riprovevole».

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La difesa

Diversa la versione dei giovani coinvolti, secondo i quali l’aggressione si sarebbe consumata per reagire al tentativo di abuso sessuale messo in atto dal 44enne nei confronti di uno del gruppo.

Le parole dei legali, la ricostruzione della vicenda e i dettagli sulla Gazzetta della Martesana in edicola e in versione sfogliabile web  da sabato 11 gennaio 2020.

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