“Metti il guinzaglio al cane”: autista Atm picchiato sul bus. La Polizia locale ha rintracciato e denunciato l’aggressore, salito a bordo con un grosso Amstaff, privo anche di museruola.

Autista Atm picchiato sul pullman

Prima le minacce. Poi è passato alle vie di fatto, aggredendo alle spalle l’autista dell’autobus, che gli aveva chiesto (come prevede il regolamento) di mettere almeno il guinzaglio al grosso cane, un Amstaff, che aveva con sé. “Altrimenti non posso far partire il pullman”, gli aveva spiegato. Il dipendente dell’Atm, nonostante i colpi ricevuti, era riuscito a rifugiarsi al posto di guida, chiudendo dietro di sé la porta trasparente che divide il suo sedile dall’area di transito degli utenti. Porta che l’energumeno (appellativo non esagerato per il personaggio in questione, visto che è un culturista) aveva iniziato a colpire violentemente, danneggiandola, prima di allontanarsi.  A distanza di alcune settimane dall’episodio, la Polizia locale – a seguito di un’indagine condotta dal Nucleo di Polizia giudiziaria recentemente istituito dal Comando di via Volontari del Sangue – nei giorni scorsi ha identificato, rintracciato e denunciato a piede libero il protagonista (in negativo) della vicenda avvenuta a Sesto San Giovanni: si tratta di un sestese, italiano, di 46 anni, con alle spalle altri precedenti legati al suo carattere “fumantino”, che aveva già “scaricato” in passato contro le Forze dell’ordine.

Cane senza guinzaglio e museruola: “Deve legarlo”

Ora la lista di reati commessi si è allungata con la violenza a incaricato di pubblico servizio, le lesioni personali, il danneggiamento aggravato e l’interruzione di pubblico servizio. Il parapiglia era scoppiato lo scorso 5 luglio, attorno alle 18, su viale Matteotti. Il 46enne era appena salito sul pullman della linea 700 con il grosso cane, libero e senza nemmeno la museruola. L’animale, da parte sua, era stato in questo caso un innocente testimone delle intemperanze del sestese. Tranquillo, aveva assistito all’aggressione senza nemmeno un guaito. Un comportamento esemplare, verrebbe da dire. In ben altro modo si era invece comportato l’umano.  L’autista, vedendo il cane, aveva fermato il mezzo pubblico, spiegando al 46enne che non poteva proseguire con la corsa: “È una questione di sicurezza”, aveva detto. Dalla lite verbale – con insulti e minacce rivolti al dipendente dell’azienda di trasporti – si era purtroppo passati all’aggressione vera e propria. L’autista era stato colpito alle spalle, non appena il lavoratore si stava per riavvicinare al posto di guida, per chiedere l’intervento delle Forze dell’ordine. Infine i calci e i pugni contro il “gabbiotto” di sicurezza, che era mandato in frantumi.

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Dopo l’aggressione, il 46enne si era allontanato col cane

Come se nulla fosse, il culturista si era infine allontanato con l’animale, poco prima che sul posto arrivasse una pattuglia della Polizia locale, allertata dalla Centrale operativa. Gli agenti avevano raccolto la testimonianza dell’autista, che era poi andato in ospedale, al vicino Pronto soccorso di viale Matteotti, venendo dimesso con una prognosi di cinque giorni. Una descrizione (dell’uomo e del cane) fatta e confermata anche dai testimoni, i passeggeri che in quel momento si trovavano sopra il pullman. E che ha permesso agli agenti di rintracciare il 46enne.