Morta agente di polizia penitenziaria di Monza: parla il sindacato. “Si tratta di una ispettrice capo originaria della stessa città nella quale prestava servizio”.

Morta agente di polizia penitenziaria di Monza: parla il sindacato

A poche ore dalla morte di una donna, agente di polizia penitenziaria in servizio presso il carcere di Monza, trovata senza vita nella notte a Brugherio, probabilmente dopo aver compiuto un gesto estremo, è arrivata la nota del Co.s.p – Coordinamento sindacale penitenziario – che riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Si sarebbe uccisa con un colpo di pistola, la stessa arma d’ordinanza in dotazione alle unità operative della polizia penitenziaria. Questa volta si tratta di una donna, una ispettrice capo originaria della stessa città nella quale prestava servizio. Come accaduto l’estate scorsa a San Gimignano, il gesto messo in atto dalla donna è stato compiuto nella sua auto. Sul grave episodio si registra il duro commento del segretario nazionale del Coordinamento sindacale di polizia penitenziaria Domenico Mastrulli il quale traccia il quadro di un film già visto che lascia sgomento e amarezza in tutto il Corpo di polizia penitenziaria.

Il sindacato autonomo – scrive Mastrulli in una nota – da tempo sollecita provvedimenti e adeguate misure per tutelare l’equilibrio psicofisico del personale di polizia penitenziaria che lavora a contatto con i detenuti e in ambienti spesso molto ostili. Negli ultimi 15 anni i decessi per suicidio si susseguono, i numeri fanno spavento (128) e abbiamo ragione di credere che le cause non siano da ricercare esclusivamente nella sfera privata di lavoratori sottoposti a turni massacranti in penitenziari affetti da sovraffollamento. Non vogliamo puntare il dito contro nessuno ma le disfunzioni organizzative, il carico di lavoro sommato allo stress e alla scarsa attenzione possono sicuramente concorrere a creare situazioni in cui resta il dubbio di una amministrazione disattenta ad un fenomeno sempre più grave”.

La tragedia questa notte

La donna, lo ricordiamo, 41 anni, è stata ritrovata nella zona industriale di Brugherio, in via Giorgio La Pira, a bordo di un’auto. QUI L’ARTICOLO

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Sposata e mamma di bambini piccoli, all’arrivo del 118 era già morta. Inutili i soccorsi. Sul posto sono arrivati i carabinieri e la Scientifica, insieme alla Polizia di Stato e a molti colleghi della Penitenziaria.

Sembra che la donna, dopo il turno di lavoro al carcere di Monza, non abbia fatto rientro a casa ed è stata poi trovata da un collega ormai senza vita.

Indagini in corso

Tutte le ipotesi sono al vaglio dei Carabinieri, che tuttavia in queste prime ore d’indagini avvalorano la tesi secondo cui la donna si sarebbe volontariamente tolta la vita.