Arriva la prescrizione a salvare sette infermiere accusate di non aver fatto nulla per salvare la vita alla piccola Rachel Odiase, morta a 14 mesi all’ospedale di Cernusco.

Morte Rachel in ospedale infermiere salve per prescrizione

Sette anni non sono bastati per avere una sentenza definitiva, e così arriva la prescrizione a salvare sette infermiere imputate per la morte della piccola, residente a Carugate. I Tribunale le assistenti erano state condannate tutte a un anno di reclusione per omicidio colposo. Ma i giudici della Quinta corte d’appello avevano chiesto una nuova perizia medico legale, che ha dilatato i tempi. E ora la scadenza è arrivata.

Una morte assurda

Era il 2 marzo 2010 quando Tommy Odiase, papà della piccola, arrivò a chiamare i carabinieri perché i medici dell’Uboldo non volevano ricoverare la sua bambina, che soffriva per una gastroenterite. Che degenerò sino a causarne la morte per disidratazione, unica causa del decesso secondo i periti interpellati, senza che nessuno facesse nulla. Rachel morì dopo tre giorni di agonia.

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Due condanne

Il medico Barbara Ronchi era stata condannata in primo grado a 4 anni per omicidio colposo, pena ridotta in appello a un anno. Il collega Gianluca Dotti, invece, è stato condannato a un anno e mezzo. Assoluzione piena per la dottoressa Manuela Arteconi. Le infermiere, invece erano accusate per “grave mancanza di interlocuzione con i medici” e “mancato adempimento di specifici doveri”. Ma ora il tempo è scaduto.