Narcotraffico internazionale, arresti anche in Lombardia. Sono 25 i fermati dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’operazione “Ossessione”. Tutti i soggetti si ritengono vicini al clan vibonese dei Mancuso.

Narcotraffico internazionale

Tutto era studiato nei minimi particolari. L’organizzazione era strutturata in modo da riuscire a superare ogni ostacolo pur di perseguire i propri scopi. Obiettivi ambiziosi e spaventosi, come quello di acquistare tre tonnellate di hashish, i cui proventi sarebbero stati investiti in cocaina. E per raggiungere tali scopi, i 25 soggetti arrestati nell’ambito dell’operazione “Ossessione” condotta dalla Guardia di finanza con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, avevano stretto legami con i cartelli della droga sudamericani. Associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti le accuse contestate alle persone finite in manette.

Volti noti e ramificazioni dalla Calabria fino in Lombardia

Soggetti di spicco nell’organizzazione sarebbero stati Carlo Cuccia, con un passato da comparsa nella serie di Gomorra, e Ivo Menotta. Michele Viscotti viene invece indicato come un esperto broker pugliese che più volte si sarebbe recato in Sud America per contrattare prezzo e qualità della coca da inviare in Europa, curando personalmente i rapporti con i produttori. Ad occuparsi dello scarico dello stupefacente in Italia sarebbero stati i Costantino (Salvatore, Giuseppe e Fabio) di Nicotera, facendola uscire dai porti e dagli aereoporti. Ruolo di spicco nell’organizzaione anche quello di Giuseppe Campisi di Nicotera, da poco ritornato in libertà dopo aver scontato 30 anni di reclusione per omicidio. Sarebbe stato il referente del clan Mancuso in Lombardia.

I legami con i cartelli sudamericani

Un ruolo fondamentale era affidato, poi, alle donne: da collegamenti per le comunicazioni tra gli accoliti, a co-finanziatrici, come nel caso della cittadina albanese Elisabeta Kotja (fidanzata di Salvatore Costantino), a intermediarie con gli esponenti dei cartelli sudamericani. Spiccano, in particolare, le due venezuelane Rebolledo Garcia Clara e Gina Forgione, note nel panorama del narcotraffico internazionale, in grado di mettere in contatto i calabresi con i narcos sudamericani. Tra questi Murillo Figueroa Julio Andres, narcotrafficante colombiano, ospitato dai calabresi a Milano per pianificare l’arrivo della cocaina dai Paesi del Sud America. “Socio” della Forgione, il colombiano ha in passato collaborato con i “guerriglieri colombiani”, nonché con il famigerato Pablo Escobar Gaviria.

Droga e armi

Nel marzo 2018, i finanzieri sono riusciti a scoprire un deposito nel quale era stata stoccata la droga a Milano. In quell’occasione erano stati sequestrati oltre 430 chili di hashish, giunti in Italia dal Marocco, via Spagna, e una pistola, oggetto di furto, in uso proprio a Salvatore Antonino Costantino. Gran parte della droga sequestrata era destinata a soddisfare le richieste dei finanziatori di stanza in Calabria, tra cui Antonio Narciso di Vibo Valentia. L’ingente quantitativo di droga sequestrato, in realtà, rappresentava solo una quota parte del prodotto commissionato dai calabresi al potente cartello di stanza in Marocco, in grado di assicurare costanti ed enormi forniture di narcotico. I fratelli Costantino stavano infatti trattando l’acquisto di una quantità pari a 3.000 chili di hashish che, secondo i calcoli degli stessi affiliati, avrebbe portato nelle tasche dell’associazione un introito tra i quattro ed i cinque milioni di euro. I soldi, poi, sarebbero stati reinvestiti nell’ancor più redditizio traffico di cocaina.

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Indagine in tempi record

Un’importante operazione condotta in tempi record proprio mentre il gruppo era in piena espansione. Un’organizzazione molto particolare, con tante etnie diverse tutte insieme: albanesi, marocchini, elementi della ‘ndrangheta, olandesi. Riuscivano a importare grandi quantità di cocaina dalla Colombia, hashish da Albania e Marocco. Il termine “ossessione” che ha dato il nome all’operazione, deriva dalla ricerca spasmodica degli affari. Delineato anche un ruolo preciso delle donne nell’ambito dell’organizzazione criminale complessa. Sudamerica, Africa, Albania.

Ecco i nomi degli arrestati

Gaetano Muscia, 55 anni, di Tropea; Gennaro Papaianni, 42 anni, di Vibo Valentia, residente a Milano; Elisabeta Kotja, 40 anni, albanese (fidanzata con Salvatore Costantino di Nicotera, già detenuto a Milano), residente a Sesto San Giovanni (Mi); Giuseppe Accursio (cl. ’53, nativo di Licata), residente a Mariano Comense; Damiano Aquilano, 35 anni, di Tropea; Daniele Bosco, 42 anni, residente a Varese; Vito Jordan Bosco, 44 anni, di Varese; Giuseppe Campisi, 49 anni, di Nicotera, residente a Milano; Gianfranco Carugo, 70 anni, di Cerro Maggiore (Mi); Carlo Cuccia, 39 nanni, di Tradate (Va), residente a Venegono Superiore (Va); Gina Alessandra Forgione, venezuelana, domiciliata a Milano; Garcia Rebolledo Clara Ines, 68 anni, Venezuela; Maria Antonia Limardo, 54 anni, originaria di Briatico e residente a Vibo Valentia (moglie di Giuseppe Costantino); Francesco Mancuso, 30 anni, residente a Nicotera in contrada Torre Preitoni; Giorgio Mariani, 51 anni, originario di Genga (An), ma residente a Milano; Luigi Mendolocchio, 54 anni, di Milano; Ivo Menotta, 39 anni, di Tradate (Va); Murillo Figueroa Julio Andres, 43 anni, colombiano; Antonio Narciso, 58 anni, di Vibo Valentia; Salvatore Papandrea, 72 anni, di Taurianova, residente a Milano; Fabrizio Pilati, 50 anni, di Arona (No), residente a Calende (Va); Safine Abderrahim, 47 anni, Marocco, residente a Monza; Francesco Scaglione, 59 anni, di Palermo, residente a Milano; Giovanni Stilo, 70 anni, di Nicotera, residente a Meda (provincia di Monza); Michele Viscotti, 73 anni, di San Severo (Fg).