I capitali dei clan della ‘Ndrangheta venivano riciclati nella nota catena di giro-pizza Tourlè. Nove persone arrestate e beni sequestrati per dieci milioni.

I capitali della ‘Ndrangheta reinvestiti nella catena Tourlè

I proventi delle attività criminali delle cosche calabresi reinvestiti in Lombardia e Piemonte. La Polizia di Milano all’alba di oggi, venerdì 8 novembre 2019, ha iniziato a eseguire un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di nove persone, tutte italiane, accusate di associazione per delinquere e trasferimento fraudolento di valori. Sequestrati beni per dieci milioni di euro, tra cui quote di QUATTRO ristoranti appartenenti alla nota catena di giro-pizza Tourlè, riferibili, secondo gli inquirenti, a un noto soggetto vicino alla criminalità organizzata calabrese.

Le indagini

Le indagini sono state condotte dalla Squadra mobile della Questura milanese e dalla Divisione anticrimine del capoluogo, coordinate dalla Dda, e hanno portato alla luce il giro di immissione di capitali ingenti nel circuito della ristorazione nel Nord.


Le indagini hanno svelato l’esistenza di un articolato sistema di intestazioni fittizie di beni e società, il cui fine era mettere  al riparo il patrimonio illecitamente accumulato da Giuseppe Carvelli, noto pregiudicato di origini calabresi, utilizzando soggetti incensurati. L’attività investigativa ha fatto chiaramente emergere che Carvelli ha investito ingenti somme di denaro nei “giro-pizza”  e i locali venivano gestiti tramite società create ad hoc con la complicità di soggetti a lui legati.

Le società sequestrate

Le società sequestrate sono la PMG Srl che gestisce il locale di Sesto San Giovanni, la Cologno Food Srl (Cologno Monzese), la Torino Food Srl (Torino) e la Milano Food Srl (che avrebbe dovuto gestire un locale in via Ripamonti, mai aperto), oltre alla F&G Immobiliare e alla Lincoln Sas, che gestisce l’omonimo hotel a Cinisello Balsamo. Estranei alla vicenda tutti gli altri ristoranti a marchio Tourlé.

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Sulla vicenda è arrivata anche una nota che riportiamo:

I locali affiliati al marchio Tourlè di Olgiate Olona, Carbonate, Bergamo, Gazzada Schianno e Marchirolo apprendono con rammarico e stupore la notizia dell’operazione giudiziaria che ha portato al sequestro delle quote della società Myob Srl, che detiene il marchio Tourlè, e delle società che gestiscono i Tourlè di Sesto San Giovanni, Cologno Monzese e Torino, che sarebbero direttamente partecipate della medesima Myob. I legali rappresentati dei punti vendita Tourlè di Olgiate Olona, Carbonate, Bergamo, Gazzada Schianno e Marchirolo, tramite i propri procuratori, avv. Ivan Fossati del Foro di Milano e Andrea Brenna del Foro di Varese, segnalano che le proprie società operano in franchising, sono autonome e indipendenti e non hanno alcun vincolo o partecipazione con la società Myob. In particolare, i locali affiliati al marchio Tourlè di Olgiate Olona, Carbonate, Bergamo, Gazzada Schianno e Marchirolo precisano che essi non risultano in alcun modo coinvolti nelle indagini e sono pertanto pienamente operativi.

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