E’ stato condannato con rito abbreviato a 30 anni di carcere Matteo Villa,  il 28enne che nel maggio del 2018 uccise con due coltellate William Lorini, 22 anni, originario di Liscate e residente a Vimodrone. Un omicidio per futili motivi.

Omicidio Lorini 30 anni all’assassino

E’ arrivata la sentenza. Il gip Tommaso Perna  ha condannato Villa a 30 anni per omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Un pronunciamento pesante se si considera che il pm aveva chiesto una pena di 16 anni per il milanese autore dell’accoltellamento. A pesare sul giudizio del magistrato la ricostruzione di quanto accaduto quella sera, il mancato pentimento da parte dell’autore del gesto e l’omissione nel chiamare i soccorsi che, forse, avrebbero potuto salvare la vita di Lorini.

La ricostruzione

Tutto sarebbe nato da una discussione per futili motivi. Secondo quanto ricostruito  dagli inquirenti, soprattutto attraverso le dichiarazioni spontanee dell’omicida, a scatenare l’accoltellamento sarebbe stata una discussione per futili motivi. Lorini e Villa si trovavano in auto insieme a una donna di 53 anni, compagna del 28enne. Dopo uno screzio il liscatese avrebbe pronunciato la fatidica frase “Adesso prendi un coltello e uccidimi se hai il coraggio”.

Ucciso senza alcun rimorso

Villa avrebbe salito le scale, raggiunto la sua abitazione e impugnato un coltello. Quindi è tornato in strada, in via Meucci, dove ha colpito per due volte il 22enne con l’arma. Lorini ha cercato di difendersi ma per lui non c’è stato niente da fare. Dopo aver commesso l’omicidio il 28enne è tornato in casa, ha lavato il coltello con il detersivo e si è affacciato al balcone per vedere l’arrivo dei soccorsi e delle Forze dell’ordine. Quando gli agenti lo hanno raggiunto nel suo appartamento ha confessato senza alcun rimorso. “L’ho conciato io così”, avrebbe dichiarato.

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Omicidio Lorini: nessuna spiegazione

Interrogato dagli inquirenti Villa ha espresso con serenità le motivazioni che lo hanno portato a compiere il gesto. “Mi ero rotto di lui – ha dichiarato l’assassino – Lavorava male e poi ha dato fastidi alla mia donna”. Nessun pentimento da parte sua, nessun tentativo di prendere le distanze da quanto compiuto. Stando a quanto dichiarato dalla compagna, forse la serata era degenerata anche a causa dell’assunzione di sostanze stupefacenti. Situazione non comprovata in quanto il pm non ha richiesto gli esami tossicologici sulla vittima e nemmeno sull’aggressore.

Il risarcimento alla famiglia

Nel pronunciamento da parte del giudice, oltre ai 30 anni di reclusione il magistrato ha disposto anche provvisionale per circa 100mila euro a favore dei familiari della vittima. Una sentenza dura accolta in maniera positiva. La mamma di Lorini, Patrizia, più volte aveva chiesto giustizia per la morte del figlio.

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