“Gli autori del video pubblicato sul web e visto dal 14enne trovato morto nella sua cameretta lo scorso 6 settembre a Milano, devono essere indagati per istigazione al suicidio, al pari della piattaforma web che ha permesso la pubblicazione di immagini così pericolose”. L’appello arriva dal Codacons Lombardia. La vicenda, che ha sconvolto anche lo staff della palestra di Agrate Brianza dove il ragazzino si allenava (leggi qui il loro messaggio su Facebook) riporta l’attenzione sulla pericolosità del web e del suo utilizzo da parte dei minori.

L’inchiesta sul gioco suicida

La  Procura di Milano infatti ha aperto una inchiesta dalla quale cui emergerebbe che il ragazzo, prima del tragico gesto, avrebbe guardato un video su internet sulle cinque “sfide pericolose” per “sballarsi senza droga“.

Servono subito misure di contrasto

“Oramai il mondo del web è fuori controllo, e tra gruppi chiusi su Facebook che incitano all’odio e alla violenza fisica e video su come mettere a repentaglio la propria vita per “sballarsi”, i giovani sono sempre più a rischio – afferma il Codacons – Servono subito misure di contrasto, partendo dall’aprire procedimenti penali sia nei confronti di chi pubblica immagini e video pericolosi, sia delle piattaforme web che ne consentono la pubblicazione”.