Ricercato per omicidio arrestato dai Carabinieri. Il 26enne, latitante dal 2015, aveva ucciso un uomo sparandogli al cuore. Si “nascondeva” dietro un passaporto contraffatto.

Ricercato per omicidio arrestato dall’Arma

Sulla sua testa pendeva un mandato di cattura internazionale per omicidio. Nel 2015, in una spedizione punitiva compiuta assieme a diversi complici, aveva ucciso a sangue freddo con un colpo di pistola al cuore il titolare di un autolavaggio. Il tutto per futili motivi. L’omicidio avvenne in Albania, nel luglio del 2015, nella cittadina balneare di Saranda. Il killer si trovava lì in vacanza.

Fermato per un controllo, aveva un passaporto “taroccato”

Mercoledì pomeriggio, la latitanza di un 26enne di nazionalità albanese è finita grazie all’intervento e all’intuito dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della stazione di Sesto San Giovanni. L’uomo, infatti, cosciente di essere ricercato in tutta Europa, aveva cercato di nascondersi dietro un passaporto contraffatto, che però non ha ingannato i militari. Tutto ha avuto inizio in occasione di un controllo su strada, eseguito a Cormano. Il 26enne viaggiava una Opel Corsa assieme a un altro suo connazionale, di 45 anni. All’alt dei militari, i due hanno abbozzato un tentativo di fuga, subito naufragato. I documenti mostrati all’Arma sembravano “puliti”: sui due albanesi non risultava alcun carico pendente. Ma la verità sarebbe emersa da lì a poco. Il passaporto del 26enne, infatti, era stato manomesso abilmente: il documento era vero, ma di proprietà di un altro uomo. Il latitante vi aveva posizionato la sua foto, nella speranza di bypassare un eventuale controllo.

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Ora verra estradato in Albania

Portato nella caserma di via Pirandello, a Sesto San Giovanni, dal fotosegnalamento è emersa la verità. E la reale identità del latitante. A spiccare il mandato di cattura era stata l’Autorità giudiziaria di Tirana, che era alla ricerca del fuggitivo anche per l’accusa di detenzione di arma da guerra. A seguito dell’omicidio, gli inquirenti albanesi avevano subito identificato tre degli autori del raid costato la vita all’imprenditore. Prima di essere freddato era stato colpito e ferito a sprangate. All’appello, tra gli altri, mancava proprio il 26enne, l’uomo fermato mercoledì dai militari sestesi. L’arrestato è stato subito condotto nel carcere di San Vittore, in attesa che nei prossimi giorni si completi l’iter per l’estradizione in Albania.