Rissa con prostitute e botte ai poliziotti: “Già libero perché richiedente asilo”. L’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato definisce “assurda” la sentenza nei confronti di un nigeriano. Sul caso è intervenuto anche il sindacato di Polizia Siap.

Richiedente asilo già libero

Venerdì notte l’arresto, parecchio movimentato, a Sesto San Giovanni. Sabato mattina, dopo il processo per direttissima al Tribunale di Monza, la sua liberazione, dopo che il 29enne di nazionalità nigeriana ha deciso di patteggiare un anno di pena. Come attenuante, il giudice gli ha riconosciuto il fatto che è in attesa di asilo politico.

Il nigeriano ha preso parte attiva a una rissa ai danni di alcune prostitute, assieme ad almeno altri cinque complici. Parapiglia durante il quale una lucciola è stata colpita e ferita al polpaccio con un coccio di vetro, finendo in ospedale. Le scorribande di cui si è reso protagonista il cittadino nigeriano – classe 1990 – in attesa di ottenere lo status di rifugiato politico non si sono fermate qui, visto che alla vista della pattuglia della Polizia di Stato di Sesto San Giovanni ha inforcato la sua bicicletta, nel tentativo di fuggire. Una volta fermato, ha aggredito gli stessi agenti a calci e pugni, ferendoli anch’essi. E la “ciliegina sulla torta” della serata di violenza è stata la droga che la stessa Polizia, durante la perquisizione personale, gli ha trovato addosso: circa 40 grammi di marijuana, sequestrata e finita sotto sequestro. L’episodio è avvenuto in via Milanese, un asse stradale al centro di un fenomeno, quello della prostituzione, duro a morire.

Vive in uno stabile di Monza assieme ad altri profughi

Durante il processo, il 29enne ha dato come ultimo domicilio più o meno stabile  un appartamento di uno stabile di via De Chirico, a Monza, abitato da altri richiedenti asilo. L’arrestato ha alle spalle diversi precedenti, anche gravi: dallo spaccio di droga, alla violenza sessuale, dall’oltraggio, alla resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Alcuni dei quali reiterati proprio venerdì sera. Durante il processo per direttissima di sabato, il fermo del 29enne è stato convalidato. L’uomo ha patteggiato un anno di pena, che è stata sospesa. E che ha permesso al nigeriano di tornare in libertà. Gli sono state concesse anche le attenuanti generiche, in quanto richiedente asilo.

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La solidarietà di De Corato alle Forze dell’ordine

“Un giudice a Monza, da quanto appreso in seguito alla denuncia del sindacato di Polizia Siap, ha pensato bene di concedere l’attenuante generica a un delinquente in quanto richiedente asilo – ha commentato De Corato – Tutta la mia solidarietà e la mia vicinanza agli uomini e alle donne delle Forze dell’ordine che, oltre a rischiare le loro vite tutti i giorni per difendere i cittadini italiani e garantire la nostra sicurezza, sono anche costretti ad assistere a sentenze di questo tipo. Sappiamo che uno dei principali problemi legati al rapporto tra agenti e giudici è la scarsa severità con cui i magistrati, spesso e volentieri, trattano delinquenti che la Polizia arresta per reati ‘minori’. Senza certezza della pena, spacciatori e ladruncoli di vario genere possono immaginare che dopo essere stati catturati dalle Forze dell’ordine rapidamente un giudice rimetterà loro in libertà. Quello che verrebbe da domandarsi di fronte a fatti simili è se alcuni magistrati siano più dalla parte dei servitori dello Stato oppure dei colpevoli di reato. Ricordo sommessamente che questo delinquente, con precedenti vari, ha mandato in ospedale due poliziotti con 10 giorni di prognosi, avendogli aggrediti persino sputandogli addosso”. E insultandoli e minacciandoli di morte, va aggiunto.  “Vorrei che sentenze come questa non ci fossero più – ha concluso De Corato – Chi infrange la legge nel nostro Paese pur essendo ospite straniero e richiedente asilo dovrebbe prendere il doppio della pena, altro che attenuanti generiche: va considerata un’aggravante! Ora speriamo che presto non sia di nuovo libero di continuare a delinquere sul nostro territorio”.