E’ iniziata la prima fase di lavori che trasformerà l’ex oratorio femminile in un hub dedicato all’ex parroco, mancato pochi anni fa. Don Alberto Cereda: «Diventerà un luogo dell’accoglienza per le associazioni locali e sarà in grado di fare rete per creare progetti condivisi».

La Casa di don Peppino è grande

«Casa di don Peppino, luogo dell’accoglienza», un hub che darà rifugio a tanti sodalizi locali e permetterà di dare vita a progetto condivisi. Ma non solo, dato che nei suoi spazi traslocherà anche la libreria «Il Gabbiano». Un progetto sociale, fortemente voluto don Alberto Cereda, da portare a compimento in più fasi, anche a causa delle ristrettezze economiche della parrocchia, proprietaria dell’immobile sito ai civici 1 e 3 lungo viale Vittorio Veneto. Un vecchio edificio in stile razionalista, edificato negli anni Cinquanta. Al suo interno c’è un teatro, che diventerà la sede della libreria Il Gabbiano. Ma non solo. Nel seminterrato ci sono 4 aule, così come nel primo piano, a cui si aggiungono gli spazi del vecchio locale ristoro posto di fianco al teatro.

Il primo lotto di lavori

Il primo lotto, da 50mila euro, il cui cantiere è partito in questi giorni, prevede la riqualificazione della facciata esterna, l’abbattimento di una parte delle barriere architettoniche, la rimozione della tettoia interna e di altre componenti (le tubature e alcuni isolanti posti fra le pareti) in eternit amianto (materiale edile potenzialmente pericoloso in quanto cancerogeno) e dovrebbe concludersi in tre mesi.

Leggi anche:  Trezzo dramma dei migranti finisce sulle carte funebri ed esplode la polemica

Ne sono in programma altri, ma servono fondi

A cavallo dell’ultimazione del cantiere dovrebbe partire anche il secondo lotto (la stima non è ancora stata definita) che prevede la riqualificazione degli impianti. Nel terzo lotto (non ancora finanziato) è infatti prevista la riqualificazione del cortile (che una volta ospitava un campo da pallacanestro con spogliatoi annessi) e dei locali dell’immobile. «Stiamo cercando di incrementare le somme a disposizione, partecipando a una serie di bandi istituiti dalle fondazioni private», ha spiegato il progettista.