Dopo gli annunci davanti all’Anci dei giorni scorsi, emessa oggi la nuova direttiva con le misure di safety e security per eventi e sagre.

Eventi e sagre, via la burocrazia

Circolare Gabrielli, addio. Dopo un anno di difficoltà per Comuni e associazioni, che in più di un caso hanno dovuto rinunciare all’organizzazione dei loro eventi, cambiano le regole sulla sicurezza. Meno vincoli e procedure più semplificate quelle contenute nella nuova direttiva emessa stamattina dal Ministero dell’Interno. Rispetto alla precedente, cui si sostituisce, via alle tabelle e alle differenziazioni per il calcolo del grado di rischio della manifestazione. Ad esserne più avvantaggiati, eventi e sagre dei Comuni medi e piccoli. Ora la differenziazione passa solamente dalla quantità di pubblico. Un esempio a proposito, l’obbligo di suddividere l’area della manifestazione in settori divisi (già presente nella precedente direttiva) non è più basato sull’alto rischio dell’evento. Tra le 10mila e le 20mila persone saranno necessari due settori ben divisi, oltre le 20mila almeno tre. Altra differenza per quanto riguarda il personale di sicurezza. Se le linee guida finora in vigore richiedevano una presenza di 4 operatori anche per gli eventi a basso rischio di 200 persone, ora basterà avere un addetto ogni 250 persone.

Candiani e Molteni: “Flessibilità a favore delle tradizioni culturali”

Dal Ministero dell’interno massima soddisfazione per la nuova direttiva su eventi e sagre. Sia da parte del ministro Matteo Salvini, per una “semplificazione tanto attesa dalle realtà associative, che riconosce centralità alle amministrazioni comunali e al sindaco per garantire adeguati standard di sicurezza senza eccessi di burocrazia”, sia dai sottosegretari di Stato del Viminale Nicola Molteni e Stefano Candiani. “La direttiva rivisita e ricompone in un quadro unitario le precedenti linee guida – commenta il primo – consentendo l’individuazione di più efficaci strategie operative assicurando l’incolumità e la sicurezza dei partecipanti”. “Con le nuove indicazioni – conclude invece Candiani – si assicura un approccio flessibile alla gestione del rischio. Questo parametrando le misure cautelari rispetto alle vulnerabilità di ciascun evento. L’obbiettivo è di superare le criticità delle precedenti linee guida rendendo le prescrizioni maggiormente conformi alle peculiarità dei territori”.

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