Gita Crespi d’Adda con le Pro loco di Canonica e Fara. Una biciclettata cui si sono presentati anche inattesi partecipanti, per una visita
alla frazione di Capriate, dove il tempo sembra essersi fermato.

Gita Crespi d’Adda, tutti in sella

Erano in tantissimi domenica pomeriggio, in sella alle loro bici. Un successo che ha confermato la bontà della collaborazione tra i due sodalizi.

“Grazie alle guide, davvero molto brave, siamo entrati  in un mondo straordinario, quello del lavoro – ha raccontato il canonichese Giancarlo Lecchi –  Siamo stati coinvolti in fatti ed episodi, momenti belli e brutti di quegli anni”. Poi, dopo la visita, le risate ma anche tanta allegria, il rientro.

“Sulla strada del ritorno abbiamo visto anche la scultura del famoso Drago Tarantasio – ha concluso – per tanti una sorpresa, per tutti un piacevole finale di una mattinata, trascorsa tra cultura, storia e amici”.

Patrimonio dell’Unesco

Il villaggio venne costruito durante l’ultimo quarto del XIX secolo dalla famiglia Crespi, che scelse quest’area vicina al fiume Adda per costruire un cotonificio. La fondazione si fa risalire al 1878, anno in cui il bustocco Cristoforo Benigno Crespi acquistò 85 ettari di terra prevalentemente distribuiti sul Comune di  Canonica, alla convergenza tra l’Adda e il Brembo. Dove, appunto, sorge il villaggio. Per l’eccezionale stato di conservazione del suo patrimonio storico ed anche architettonico fu, nel 1995, annoverato tra i patrimoni dell’umanità. Il villaggio è un complesso architettonico che illustra un periodo significativo della storia, quello della nascita dell’industria moderna in Italia.  Una moderna “città ideale”.

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