A Melzo è pronta a entrare nel vivo la quattrocentesima edizione della Fiera delle Palme. Ma non mancano le proteste.

Fiera delle Palme, protesta animalista

Tra le tante iniziative proposte, ce ne sono alcune che vedono coinvolti gli animali. E la cosa non è piaciuta a tutti. Tanto che in questi giorni in Municipio stanno arrivando alcune e-mail di protesta. Di seguito alcuni stralci del testo contenuto nei messaggi.

Ho letto il programma della fiera da cui si comprende il coinvolgimento della cittadinanza in questa festa che propone iniziative interessanti. Mi sono soffermata sugli appuntamenti con gli animali: mostra del bestiame con oltre 150 capi selezionati di bovini ed equini, premiazione dei migliori capi di bestiame e consegna attestati alle aziende agricole e commerciali da parte delle autorità comunali; “La Vecchia Fattoria” con ricostruzione di ambienti agricoli con animali; “Happy Riding. Il mio amico cavallo”: un percorso interattivo alla scoperta dell’equitazione proposto dall’associazione “Progetto Islander”; “Falconieri con esibizione” proposti dall’Associazione Medievale La Duecentesca. Ci si chiede se tutto ciò sia accettabile nel terzo millennio quando, anche grazie a un’informazione ampiamente diffusa, è chiara la sofferenza che si cela dietro a zootecnia, equitazione e falconeria. Il mito della vecchia fattoria è duro a morire e soprattutto si cerca di proporlo in maniera edulcorata a bambini e bambine come se fosse un idillio ma chi vive o ha vissuto in una fattoria sa bene che da quel posto gli animali escono macellati o da macellare al più vicino mattatoio. La Proloco Melzo propone: “Vita contadina in Piazza”: laboratorio dei 5 sensi, lavorazione della panna e prova di mungitura con mucca in vetroresina. E meno male che la mucca è in vetroresina perché in certi luoghi ci sono state scene indecenti con il pubblico che maneggiava le mammelle delle mucche come fossero palloncini! Ciò non toglie che la «prova di mungitura» sia in ogni caso una pessima idea come lo è il laboratorio didattico “I bambini fanno lo stracchino” che si guarda bene dal mostrare la crudeltà che si cela dietro la produzione di latte e latticini. D’altra parte, anche l’aspetto gastronomico della fiera non può certo dirsi ispirato al cibo senza crudeltà: Street Food, stand UNPLI con degustazioni tipiche, spazio Coldiretti con degustazioni e vendita di prodotti agricoli, caseari e vinicoli di qualità a Km Zero, stand del Gruppo Alpini di Melzo con “I panini delle Penne”, ristorante con piatti tipici lombardi e degustazione per il pubblico, Cascina Rogolone con panini con salamella, risotto allo zafferano e al gorgonzola, polenta di una volta.Dunque «Tra i protagonisti anche in questa edizione ci saranno loro, gli animali», vivi e morti. Ci si può appellare al «rispetto delle norme di sicurezza e benessere vigenti» e non ho ragione di pensare che tale rispetto venga mancare ma non sono i ferri del mestiere a dover essere messi in discussione quanto il mestiere stesso. La pratica universale di mercificare, schiavizzare e uccidere gli animali considerata normale, naturale e necessaria non ha più ragion di esistere, soprattutto se è finalizzata a eventi festaioli.

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