Birrificio dell'anno: il secondo posto è di Hammer | La classifica
The Hammer team: Roberto e Fausto Brigati, Mario Locatelli e Letizia Zoia

Villa d’Adda sempre più sul tetto d’Italia, birrariamente parlando: secondo posto per Hammer al premio Birrificio dell’anno. E fra i primi dieci anche il Birrificio Lariano di Sirone, in ottava posizione.

Hammer secondo al Birrificio dell’anno

Meno di un mese fa vi avevamo raccontato di come la piccola Villa d’Adda fosse di nuovo salita sul tetto d’Italia nel secondo concorso birrario per importanza: primo due anni fa, secondo lo scorso anno, Marco Valeriani, head brewer del birrificio Hammer, infatti ha vinto a Firenze il premio Birraio dell’anno 2019 indetto dal network Fermento Birra.

Bene, sabato 16 febbraio 2019 si è tenuta alla fiera Beer Attraction di Rimini la premiazione del primo concorso nazionale per importanza, il premio Birra dell’anno indetto da Unionbirrai (associazione di categoria dei birrifici indipendenti italiani), che assegna l’ambito titolo di Birrificio dell’anno. E il birrificio Hammer di Villa d’Adda, che già lo scorso anno era arrivato terzo, ha conquistato il secondo posto assoluto.

Testimone da Valeriani a Palmisano

Birraio dell'anno Villa d'Adda con Hammer sul tetto d'Italia
Valeriani tra i fratelli Fausto e Roberto Brigati abbraccia il nuovo head brewer Matteo Palmisano

Una soddisfazione enorme per la realtà imprenditoriale nata nel 2015 in via Chioso per iniziativa di Fausto Brigati e del fratello Roberto. Marco Valeriani, insomma, ha colpito ancora con le sue ricette, malgrado la brewstar brianzola sia in procinto di lasciare a Matteo Palmisano il compito di continuare a realizzarle con chirurgica precisione, mantenendo per altro una qualità e riconducibilità da far invidia anche oltre al panorama artigianale. A Palmisano quindi il ruolo di primo birraio, mentre Valeriani si dedicherà a un nuovo progetto nel suo Comune di residenza (Seregno, Mb), dove aprirà un brewpub con anche un piccolo impianto di produzione da 1000 litri.

La top ten 2019 (non ufficiale)

Ma tornando al concorso Birra dell’anno 2019, considerando che il Birrificio dell’anno 2018, il padovano Crak, è scivolato dalla prima alla sesta posizione, e che il secondo, il veronese Benaco 70 questo giro è addirittura letteralmente sparito dalla circolazione senza neppure una medaglia, Hammer si conferma di una costanza formidabile. E stacca di un soffio anche un altro birrificio quasi “mitologico”, vale a dire quel Lambrate (Lombardia rules) che insieme a pochi altri avviò la rivoluzione artigianale in Italia nel lontano 1996.

QUI LA TOP TEN DELLO SCORSO ANNO, 2018

Va premesso che in base al regolamento del concorsonon esiste una classifica ufficiale, è prevista solo l’incoronazione del Birrificio dell’anno. Ma tutte le medaglie sono liberamente consultabili qui:

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA DI BIRRA DELL’ANNO 2019 PER CATEGORIA

Per cui ci siamo divertiti a mettere in fila ori, argenti, bronzi e menzioni per capire chi è riuscito a portarsi a casa i riconoscimenti più importanti. Ne è scaturita una nostra personalissima classifica, costruita con un criterio “olimpico”, che va considerata come una libera valutazione e che tiene conto in primis del peso delle medaglie d’oro (anche solo una vale secondo noi più del punteggio dato da dieci argenti, per intenderci).

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La top ten (non ufficiale) dei birrifici italiani:

1- Mukkeller (Porto Sant’Elpidio, Fm, Marche): 3 ori e 1 bronzo.
2- Hammer (Villa d’Adda, Bg, Lombardia): 2 ori, 1 argento, 1 bronzo e una menzione speciale.
3- Lambrate (Milano, Lombardia): 2 ori, 1 argento, 1 bronzo.
4- Mc77 (Caccamo, Mc, Marche): 2 ori
5- Croce di Malto (Trecate, No, Piemonte): 1 oro e 3 argenti.
6- Crak (Campodarsego, Pd, Veneto): 1 oro, 1 argento, 2 bronzi.
7- Ritual Lab (Formello, Rm, Lazio): 1 oro, 1 argento, 1 bronzo.
8- Birrificio Lariano (Sirone, Lc, Lombardia): 1 oro, 2 bronzi e una menzione speciale.
9- Birrificio del Forte (Pietrasanta, Lu, Toscana): 3 argenti.
10- Birrificio Perugia (Pontenuovo, Pg, Umbria): 2 argenti e 1 bronzo.

NEL FILMATO, LE FOTO DELLE BIRRE VINCITRICI:

Le birre vincitrici di Hammer

A proiettare la realtà di Villa d’Adda in cima all’Olimpo brassicolo tricolore ci hanno pensato un oro in una delle categorie più difficili in assoluto, quella delle Pils, con la Bundes, un altro oro nella categoria double-Ipa, con la sperimentale Workpiece West Coast Dipa, un argento nella categoria Schwarz con la Workpiece Schwarz e infine un bronzo nelle session Ipa con la Mini, più una menzione speciale per la Bulk nelle american porter.

Lo stand di Hammer a Beer Attraction

Per darvi un’idea dell’eccezionalità dell’impresa, considerate che una giuria formata da 100 esperti ha degustato “alla cieca” (quindi senza minimamente sapere che birra avessero nel bicchiere) ben 1994 birre portate in concorso, in 41 diverse categorie, da 327 birrifici sparsi fra il Monte Bianco e la Sicilia!

C’è anche il Birrificio Lariano

Tre lombardi nelle prime dieci posizioni, va di nuovo sottolineato. Tra questi anche il Birrificio Lariano di Sirone (prima produceva a Dolzago), che ha il suo storico locale, Statale 52, a La Valletta Brianza. Per il nostro quotidiano online provinciale un grandissimo onore: due premiati nei territori che seguiamo, naturalmente la Provincia di Lecco, oltre all’Isola bergamasca, storicamente da sempre seguita anche dal nostro settimanale, il Giornale di Merate.

Emanuele Longo, Roberto e Fausto Brigati, Fulvio Nessi
Emanuele Longo, Roberto e Fausto Brigati, Fulvio Nessi

Il Lariano ha conquistato un argento nelle Pils con la sua Grigna (già pluripremiata in passato) arrivando proprio dietro Hammer, ha vinto un oro nelle hoppy lager con la Bassa Marea, un bronzo nelle Dipa con la Ciube, e una menzione con la Fambrus fra le ale con uso di frutta. Grande fairplay comunque fra i due birrifici: il birraio Emanuele Longo e il socio Fulvio Nessi e i fratelli Brigati di Hammer non hanno, infatti, esitato a festeggiare insieme il buon posizionamento in classifica (vi lasciamo immaginare come…).

 

daniele.pirola@netweek.it

 

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