Incentivi difficili da raggiungere. E i dipendenti della multinazionale Parker Hannifin di via Fermi scendono in sciopero.

Incentivi difficili

Braccia incrociate alla Parker Hannifin di via Fermi. Mercoledì, a una settimana esatta dalla prima mobilitazione, i lavoratori sono scesi nuovamente in sciopero e hanno organizzato un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento che produce elettrovalvole.
A far decidere ai dipendenti della multinazionale statunitense una nuova agitazione è la ricerca di uno sblocco delle trattative tra le parti, sugli incentivi.
“Dopo l’agitazione della scorsa settimana – hanno spiegato lavoratori e sindacati – Le parti sono rimaste sulle proprie posizioni e quindi abbiamo ripetuto lo sciopero per vedere di sbloccare la situazione”.

Via Fermi

Nella fabbrica di via Fermi lavorano circa 160 dipendenti che non hanno gradito il nuovo metodo di incentivi deciso dalla dirigenza della multinazionale Usa, anche alla luce di un consistente aumento del fatturato.
“Gli incentivi sono determinati da tre fattori – hanno spiegato Francesco Furone della Fiom Cgil e Stefano Abbatangelo di Fim Cisl – Tempistiche, qualità e rapporto investimenti-fatturato. Proprio quest’ultimo è il nodo principale dal momento che se l’azienda investe per migliorare la produttività, cala automaticamente la parte che determina gli incentivi e questo non ci sembra un modo per favorire i dipendenti. Inoltre è stato anche inserito il terzo turno, di notte, che vede impegnate soprattutto donne e anche in questo caso ci sembra giusto che abbiamo una percentuale in più per quello che fanno”.

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