Mercatone Uno, richiesta la sospensione dei mutui per i lavoratori senza stipendio.

Mercatone Uno, un aiuto concreto

“Un tavolo interassessorile di settore per valutare quali azioni intraprendere per superare le difficoltà degli ex dipendenti di ‘Mercatone Uno’ e la verifica della possibilità di riattivazione di uno strumento di anticipazione sociale finalizzato al sostegno dei lavoratori sospesi a zero ore, tenendo presente che non ci sono i tempi per intervenire su questo specifico caso”.

Sono questi gli elementi presentati dall’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Melania Rizzoli intervenuta oggi in Consiglio regionale per commentare la proposta di chiedere all’ABI di sospendere temporaneamente il pagamento delle rate di mutuo dei lavoratori coinvolti nella crisi occupazionale di ‘Mercatone Uno’. La mozione, approvata, è stata firmata da tutti i capigruppo in Consiglio regionale.

Nel testo della mozione si legge anche la richiesta di “riattivare il Fondo di Garanzia a copertura dell’Anticipazione Sociale a sostegno dei lavoratori in attesa di un ammortizzatore sociale”.

Riattivare l’anticipazione sociale

“Abbiamo avviato una riflessione sullo strumento della ‘Anticipazione sociale’ – ha proseguito – che sino al 2015 aveva funzionato molto bene ma che è stato nel frattempo superato dalla riforma degli ammortizzatori sociali”.

La crisi della grande distribuzione

“Sono sempre più frequenti – ha detto ancora l’assessore Rizzoli – le situazioni in cui i lavoratori restano per mesi senza stipendio, anche in considerazione delle difficoltà che negli ultimi mesi sta vivendo la grande distribuzione organizzata, con ormai svariate crisi in corso (oltre a Mercatone Uno ricordo la lunga crisi di SuperDì, i licenziamenti di Grancasa, le sofferenze di Trony, Euronics e Mediaworld, l’acquisizione in corso di Auchan da parte di Conad)”

La crisi di Mercatone Uno

La catena ‘Mercatone Uno’, da tempo in crisi e sottoposta ad Amministrazione Straordinaria dall’aprile 2015, specializzata nella distribuzione di prodotti non alimentari, in particolare arredi, nel 2017 ha oltre 70 grossi punti vendita in Italia con circa 1.800 lavoratori impiegati.

In Lombardia i punti vendita sono 9 per complessivi circa 330 lavoratori.

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“Abbiamo seguito il caso, con impatto nazionale e quindi al MiSE – ha spiegato l’assessore Rizzoli – attraverso PoliS Lombardia, e sin dall’inizio l’abbiamo costantemente monitorato nei suoi sviluppi. Dopo diversi bandi di gara deserti la maggior parte dei punti vendita (55, di cui 7 in Lombardia) è stata acquisita ad agosto 2018, a trattativa privata, dalla società Shernon srl.

In Lombardia sono stati quindi acquisiti i punti vendita di: Castegnato (BS) con 26 lavoratori, Cesano Maderno (MB) con 56 lavoratori, Legnano (MI) con 43 lavoratori, Madignano (CR) con 39 lavoratori, Pavia con 34 lavoratori, Pessano con Bornago (MI) con 25 lavoratori, Verdello (BG) con 31 lavoratori. I restanti 2 punti vendita lombardi sono stati acquisiti da un’altra società, per la quale non vi sono problemi, ed entro fine anno riapriranno sotto l’insegna ‘COSMO’ a Tavernerio (CO) e Pieve Fissiraga (LO).

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La Shernon, dopo aver riaperto 6 dei 7 punti vendita lombardi, ha iniziato ad accumulare ulteriori debiti, non onorando gli impegni né con Mercatone Uno, né con i fornitori: è stato quindi riattivato, questa Primavera, il tavolo MiSE con Regioni e organizzazioni sindacali per affrontare le nuove difficoltà emerse. La situazione è poi precipitata: Shernon è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Milano il 24 maggio scorso.

Il curatore ha quindi chiuso i punti vendita aperti in Lombardia, e ha ‘restituito’ azienda e lavoratori a Mercatone Uno, che però dal gennaio 2019 ha nel frattempo cessato l’esercizio d’impresa. I lavoratori si sono così ritrovati dalla sera alla mattina senza alcuno stipendio, nè ammortizzatore sociale.

Dal 24 maggio, esplosa la criticità, si sono tenute varie riunioni, interlocuzioni e dichiarazioni a livello ministeriale, ma la vicenda è molto complessa da risolvere. Regione Lombardia però è in campo e sta sollecitando tutti i soggetti interessati affinché sia approvata al più presto la CIGS per tutti i lavoratori coinvolti e successivamente avviato un nuovo bando di vendita.

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