Pozzo, in mensa più sono ricchi e meno pagano. Anche nell’anno scolastico 2019/2020 i primi dati sui ticket per il pranzo a scuola raccontano di un’evasione maggiore da parte di chi ha un Isee più alto.

Pozzo, in mensa i ricchi non pagano

Era già successo lo scorso anno e a settembre e ottobre i dati lo confermano: più sono ricchi e meno pagano i ticket in mensa. Nel 2017/2018 il passivo era stato di 14.667 euro e per l’anno successivo, in lieve crescita, di 15.312. Nei primi due mesi del nuovo anno scolastico l’evasione ha già toccato quota 3.768, ma a far scalpore è l’Isee di chi non paga. Il costo del ticket varia infatti in base all’attestazione presentata in Comune, dalla fascia uno (sotto i cinquemila euro) alla fascia cinque (sopra i quindicimila) e al numero di figli. Si va da un minimo di 2,21 euro a un massimo di 4,73 per pasto.

Fascia massima, massima evasione

Dei già citati 3.768 euro ben 2.485 non sono stati pagati da nuclei famigliari posti in fascia cinque, per una percentuale del 65% sul totale dell’evasione. Alle spalle, ma ben distante con 441 euro, c’è la fascia dei non residenti, che prevede il pasto a 5 euro e che rappresenta l’11,7% dell’evasione totale.

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“Nessun bambino a digiuno”

Come già accaduto in passato, la linea dell’Amministrazione è chiara. “Nessun bambino resterà mai a digiuno perché i genitori non hanno pagato la mensa – ha spiegato il vicesindaco Carlo Colnago – I problemi o le mancanze dei genitori non devono ricadere in nessun modo sui ragazzi. Compito di un’Amministrazione è lavorare per recuperare quanto non è stato pagato e lo faremo”.

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