Superdì e Iperdì: corteo di protesta contro la chiusura. A Barlassina sono arrivati da tutta la Lombardia per far sentire la loro voce. Il corteo ha fatto tappa sotto l’abitazione della famiglia Franchini, a capo della GCA. Poi al maneggio di proprietà della famiglia.

Superdì e Iperdì: corteo di protesta contro la chiusura

Ci sono quelli di Barlassina, Desio, Cesano, Lentate. Ma anche quelli di Milano, Rho, Lainate e moltissimi altri punti vendita sparsi per la Lombardia. Sono i dipendenti di Superdì e Iperdì che dalle 13.30 sono in corteo a Barlassina per protestare contro la chiusura di alcuni punti vendita e l’incertezza sul futuro di molti altri. Il corteo ha fatto tappa sotto l’abitazione della famiglia Franchini, a capo della GCA. Poi si è diretto verso il maneggio di proprietà della famiglia, a Misinto, dove il nutrito gruppo è arrivato intorno alle 15.30.

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I racconti

Marco Quirci (di Bovisio a sinistra) e Denis lo Cicero (di Varedo) ” Chiediamo dignità ma anche chiarezza. Non si sa quali negozi venderanno, quali chiuderanno definitivamente. Parlano di trattativa in due tranche ma comunque non sappiamo di che morte morire. Sono tre mesi che non percepiamo alcun stipendio e non abbiamo idea di che cosa ci riserva il futuro ”

 

Il coordinatore Cub Giovanni Cippo “con la giornata di oggi vogliamo far capire ai padroni che non possono cavarsela e dopo aver badato solo ai propri interessi. Il nostro obiettivo ora è raggiungere ammortizzatori economici. Può esserci la possibilità di una concessione per una cassa integrazione straordinaria. Di certo mi fa rabbia che chi ha seguito queste persone fino ad oggi non si è agitato quando già un anno fa gli scaffali iniziavano a svuotarsi ”

 

Paolo Besana, Massimo Molteni, Oscar Palabri, impiegati nella piattaforma di Seregno, assunta dalla stessa proprietà, che distribuiva materiale ai negozi. ” Anche noi non percepiamo lo stipendio da 3 mesi. A differenza dei negozi non abbiamo ottenuto nemmeno l’anticipo del 40% a luglio. Siamo stati abbandonati da tutti, titolari e sindacati. Le due piattaforme di Seregno e turate sono state escluse ma si parla comunque di 40 lavoratori in totale. Per noi non c’è futuro. Se i negozi possono averlo, noi no”

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“Ho paura di dover tornare in Germania”

“Lavoro allo stabilimento di cornate d’adda dal 2004. Faccio 60 anni l’anno prossimo ma con questa situazione ho paura di dover tornare a lavorare in Germania. So cosa significa. Sono stato lì 10 anni e non è stata un’esperienza piacevole”. Racconta Rocco Carè. Uno dei tanti volti provenienti da tutta la Regione. “Chiediamo rispetto, lavoro e dignità” conclude.

Senza stipendio da troppo tempo

Altri lavoratori hanno invece raccontato di essere senza stipendio da troppo tempo: “Sono 3 mesi che non percepiamo alcun stipendio. Ci hanno messo in aspettativa ma non abbiamo percepito niente. Nessuno ha tenuto conto delle famiglie e soprattutto dei tanti bambini. Ci sono famiglie dove sia marito che moglie lavorano anche in due punti vendita diversi. Non hanno tenuto conto di nulla”

 

I Video della protesta

Trattative in corso

Il Gruppo GCA sta affrontando una situazione di crisi che ha messo a dura prova i lavoratori, ormai senza stipendio dal luglio scorso. Ci sono molte incertezze sul futuro dei punti vendita anche se nelle ultime settimane, dopo alcuni incontri con i sindacati e poi al Ministero, la situazione sembra essersi sbloccata. Per alcuni negozi infatti sarebbe già pronta l’acquisizione da parte di altri player del settore. Mentre per altri, dove non ci sarebbero trattative in corso, si prospetta  la chiusura.

QUI L’ARTICOLO COMPLETO CON GLI ULTIMI SVILUPPI SULLA TRATTATIVA

Intanto proprio nelle ultime ore è stato rimandato al 17 ottobre l’ultimo e, forse, definitivo incontro al Mise tra GCA, Nuova Distribuzione e i sindacati. Inizialmente il tavolo era previsto per domani, 10 ottobre.