Appalto calore a Cologno Monzese, scoppia la polemica. Il sindaco Angelo Rocchi in una conferenza stampa tenuta a Villa Casati ha attaccato tutti, dai funzionari del Comune, alla stampa, alle minoranze, alla vecchia Amministrazione, all’ex vicesindaco Gianfranco Cerioli.

Appalto calore

L’attuale maggioranza a settembre 2017 ha posto fine alla serie di proroghe concesse alla società Engie. Così ha affidato l’incarico della gestione degli impianti termici degli edifici comunali per un solo anno alla Ates, società a partecipazione pubblica. Nei giorni scorsi, la Giunta ha “prolungato” a questa l’incarico per i prossimi 17 anni. Il risparmio sarebbe del 20% rispetto a prima.

L’attacco all’ex vicesindaco

Recentemente però, il Comune ha stanziato quasi 300mila euro per la manutenzione degli impianti. L’ex vicesindaco, Gianfranco Cerioli, aveva così accusato  l’Amministrazione di aver fatto una scelta che si è rivelata non conveniente (perché l’investimento si “mangerebbe” il risparmio). “Quella somma l’abbiamo incassata, non versata – ha sparato Rocchi – Stupisce che chi ha amministrato non sappia leggere le determine”. E, oltre che con Cerioli, se l’è presa anche con la Gazzetta della Martesana che ne aveva riportato il pensiero.

La cifra contestata

In realtà la spesa esiste. Ed è appunto di 300mila euro. Ma per l’Amministrazione sarebbe a costo “zero”, secondo quanto poi emerso nella conferenza stampa di giovedì mattina. Perché gli uffici avevano smesso di pagare le bollette a Engie, in previsione di un contenzioso proprio sullo stato degli impianti. Una volta risolto il quale, hanno stanziato la somma per il ripristino della loro funzionalità.

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La vecchia Amministrazione

“E’ finito il tempo del partito delle proroghe – ha poi proseguito il primo cittadino con tono salviniano – Abbiamo scelto la strada della trasparenza. Cosa che non aveva fatto chi ci ha preceduto”.

Engie

Pesantissimi gli attacchi a Engie, che avrebbe lasciato a suo dire gli impianti di riscaldamento fuori norma, privi di certificazione dei Vigili del fuoco e che necessitavano di un intervento di almeno 600mila euro.  Un concetto ribadito anche dalll’Amministratore unico di Ates, Ugo Zanello.

I funzionari

“In tutto questo avevamo dovuto bloccare i pagamenti delle fatture per avere un elemento di rivalsa – ha concluso Rocchi – Perché dal contratto con Engie ci si era persi via la fideiussione, addirittura. C’è stata senz’altro una scarsa attenzione da parte dei funzionari dei nostri uffici in questi anni. Ed è uno dei motivi che ci ha spinto ha riorganizzarli, spostando alcune figure”.

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