Nel mirino di nuovi aumenti tariffari questa volta ci sono gli abbonamenti dei mezzi pubblici. A  dare il via alla procedura è stata la DgR XI/335, emessa a metà luglio. Benché sia tutto  in regola, in quanto si tratta di aumenti dovuti all’adeguamento ISTAT previsto
dal contratto, gli aumenti sono evidentemente contraddittori se messi a confronto con gli enormi  e non pochi disagi del servizio offerto da Trenord, che sembra aver fatto tutto tranne che migliorare. Un’inefficienza non da sottovalutare quella del sistema ferroviario, che dall’inizio
dell’anno è stato bersaglio di polemiche dovute alla tragedia di Pioltello oltre che ad altre pessime performances di disorganizzazione e di mancata gestione.

Aumenti biglietti treno

“Siamo tutti quanti consapevoli che l’adeguamento ISTAT sia previsto dal contratto, ma a fronte di un servizio assolutamente inadeguato ogni aumento viene visto come offensivo e ingiustificato: data la situazione, Trenord farebbe bella figura se rinunciasse a tali aumenti e come gesto simbolico lo considerasse come una sorta di indennità risarcitoria dei disagi subiti da quelli che dovrebbero essere considerati clienti -spiega il consigliere regionale del M5s Simone Verni – Ci  attiveremo per presentare la richiesta di annullamento della DgR alla prima occasione utile perché riteniamo vergognoso che a pagare siano sempre e solo gli utenti e cioè principalmente i pendolari: stiamo parlando di clienti e contribuenti che pagano per usufruire un servizio pessimo e che, grazie a questi aumenti, dovranno pagare anche di più a fronte di livelli d’inefficienza paragonabili a quelli di un Paese del terzo mondo. Quando si dice: cornuti e mazziati!”.

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