Il Consiglio metropolitano dice sì al biglietto unico dei mezzi. Con il voto favorevole di lunedì 25 febbraio da parte  del Consiglio metropolitano, passa a larga maggioranza l’avvio del percorso verso un sistema tariffario integrato del trasporto pubblico locale, che porterà concreti vantaggi a tutti i cittadini della Città metropolitana.

Il Consiglio metropolitano dice sì al biglietto unico dei mezzi

Su 16 votanti, solo il Consigliere leghista si è detto contrario; favorevoli gli altri  15 appartenenti a forze politiche diverse. La contrarietà della Lega  resta legata all’aumento del biglietto a due euro della metropolitana.

“Non più rimandabile”

“Come sindaco – ha commentato il primo cittadino di Corbetta Marco Ballarini, presente all’assemblea – ritengo che il passaggio alla tariffa unica non sia più rimandabile, per uniformare Milano alle grandi città europee. Inoltre, questo permetterà un risparmio del 10-15% sugli abbonamenti, con benefici per tutti i cittadini dell’hinterland. Spiace per il voto contrario della Lega. L’ostilità all’aumento del ticket della metro non deve ostacolare una importante evoluzione tariffaria sul piano regionale”.  Il biglietto unico arriverebbe solo in seconda battuta: inizialmente si aprirebbe con una revisione della tariffazione, che porterebbe comunque costi più bassi per i pendolari.

Tutti d’accordo, tranne la Lega

“Tutti favorevoli alla riforma del Tpl, tranne la Lega – afferma Silvia Roggiani, segretaria metropolitana del Pd. Se una settimana fa i sindaci leghisti avevano scelto di non scegliere, con l’astensione, il voto contrario di oggi, da parte del consigliere Ettore Fusco, esprime un chiaro indirizzo politico. La Lega è contro i pendolari, e si oppone ad una riforma che va nella direzione di migliorare le condizioni di trasporto di migliaia di studenti e lavoratori che dall’area metropolitana si spostano verso Milano”,  conclude la segretaria dem.

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Pd: “La Lega è contro i pendolari”

“La Lega tra i cittadini e le poltrone, sceglie le poltrone – dichiara il consigliere e presidente della Commissione Trasporti in Regione Lombardia, Pietro Bussolati. Sarebbe interessante sapere se il voto contrario del consigliere metropolitano Ettore Fusco, anche membro del Cda di Ferrovie Nord, è espressione della posizione del suo partito, la Lega, o della partecipata di Regione Lombardia. Ad ogni modo quel voto dice chiaramente ciò che da mesi continuiamo a denunciare: la Lega sta portando avanti una battaglia ideologica contro il comune di Milano e contro Atm. Il perché? Semplice, non potrebbero mettere la loro bandierina su una proposta utile, che va negli interessi dei pendolari. Ma noi andremo avanti – conclude Bussolati – Atm non sarà mai come Trenord, simbolo di inefficienza e incapacità di gestione”.

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