Capriate è stata presentata oggi, lunedì, l’interrogazione parlamentare sul centro di accoglienza di via Ceresoli.

Capriate presentata l’interrogazione sul centro di accoglienza

La presentazione ha avuto luogo lunedì mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede del gruppo di Civica impegno in Comune che sostiene la candidatura a sindaco di Vittorino Verdi. Presenti il senatore della lega Toni Iwobi, il deputato del Carroccio, Daniele Belotti e il consigliere provinciale Gianfranco Masper. Assente, invece, la senatrice di Forza Italia Alessandra Gallone della quale era stata annunciata la presenza.

Verdi ha aperto la conferenza

Ad aprire la conferenza stampa è stato il candidato Vittorino Verdi che, dopo aver ripercorso la “storia” del Cas di via Ceresoli  ha sottolineato la difficile convivenza tra il centro e i residenti, soprattutto in questo periodo in cui i musulmani celebrano il ramadan.  “Il nostro scopo  – ha osservato – E’  di trovare una residenza idonea e per queste persone in un luogo in cui sia meno impattante”.

Belotti: “Anche senza Governo l’interrogazione è importante”

Successivamente è intervenuto il deputato Daniele Belotti. “Il problema c’è ed è grosso!  – ha commentato – Il fatto che non ci sia un Governo non inficia l’importanza dell’interrogazione che sarà firmata dai deputati della Lega della Bergamasca alla Camera e da Toni Iwobi e Alessandra Gallone al Senato –  Anche se non si è ancora instaurato un nuovo governo, il ministero c’è sempre – ha detto – Qui non c’è stato l’atteggiamento tipiche delle Amministrazioni di sinistra che sono contente dell’arrivo dei richiedenti asilo ma neanche quello di un  sindaco della Lega che picchia i pugni sul tavolo e cerca di risolvere al più presto possibile la questione”.

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“No ai clandestini”

Sulla questione è intervenuto anche il senatore Toni Iwobi, di origini nigeriane: “La Lega non è contro l’immigrazione in quanto tale, ma contro quella clandestina -ha osservato – Finché esistono gli Stati nazionali, la clandestinità è da considerare un reato, per tre motivi: è l’anticamera dell’iniquità sociale, crea insicurezza nello Stato ed è l’oppressione della dignità umana”.

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