Lezioni di arabo a scuola, lite tra Pd e Lega a Cernusco. Alla consigliera Paola Malcangio ha risposto il sindaco Ermanno Zacchetti.

Lezioni di arabo a scuola, lite tra Pd e Lega

“A Cernusco si fanno lezioni di arabo ad alunni italiani con i soldi pubblici destinati a insegnare l’italiano agli stranieri – ha incalzato Malcangio -. Si è cercato di “trasformare” l’iniziativa in tutti i modi: prima integrazione, poi mediazione linguistica, poi mediazione culturale fino ad arrivare a iniziativa interculturale, quindi, in ogni caso, non finanziabile dal Distretto. E il Comune, intanto, che fa? Mette a disposizione risorse per una cosa e poi ne paga un’altra? Chi autorizza la spesa? Chi la rendiconta? Questo me lo dovrà dire il Sindaco, rispondendo all’interpellanza che ho presentato. Ci tengo a precisare che ho sollevato la questione nel massimo rispetto dell’autonomia scolastica: la scuola può usare le risorse come crede se ne ha disponibilità e, in ogni caso, sempre in modo trasparente. E non si tratta neanche di una contrarietà all’iniziativa in sè, anche se la sua limitazione all’arabo mi sembra miope, visto che ci sono anche alunni di diversi paesi extraeuropei. La questione riguarda, invece, l’utilizzo di risorse pubbliche (distrettuali, quindi non della scuola) finalizzate a colmare il disagio linguistico dei bimbi stranieri che ancora non parlano l’italiano o non lo parlano bene, risorse che non possono essere utilizzate per altro. Se, quindi, il bisogno di insegnare o perfezionare la lingua italiana non c’è, e per fortuna, che senso ha forzare la mano per progetti di poche ore per giunta a fine anno scolastico?”.

“Progetto di mediazione culturale”

“Tra ieri e oggi Cernusco sul Naviglio è stata al centro del dibattitto politico nazionale per una interpellanza presentata dalla consigliera comunale Paola Malcangio in quota Lega in cui chiede spiegazioni su un intervento di mediazione culturale a favore di una bimba di origini egiziane nata in Italia che frequenta l’istituto Rita Levi Montalcini – ha scritto il sindaco -. Tengo a chiarire prima di tutto la questione a livello amministrativo ed istituzionale, per poi fare una riflessione di tipo politico. L’intervento in questione è stato richiesto direttamente dalla scuola che, in base all’autonomia scolastica, può decidere di attivare o meno percorsi rivolti ai propri alunni. Tale intervento di mediazione culturale è stato rivolto a una bimba nata in Italia ma di origini egiziane per permettere ai bambini di fare domande e confrontarsi sulla cultura e sulla tradizione della loro compagna. Nessuna lezione di arabo dunque, ma una sorta di laboratorio in cui probabilmente sono stati anche fatti esempi di parole in altra lingua, ma che sono certo non aveva altro fine che far conoscere una cultura altra rispetto a quella italiana. La spesa sostenuta per questo intervento (120 euro circa per 4 ore) è finanziata sì dal Comune di Cernusco sul Naviglio, ma attraverso un contributo che ogni anno l’Amministrazione corrisponde al Distretto 4 di cui fanno parte, insieme al comune di Cernusco, anche altri otto comuni della zona della Martesana che insieme coordinano progetti di tipo sociale su tutti i territori. All’interno dei servizi erogabili, ci sono anche gli interventi di mediazione culturale affidati attraverso gare d’appalto pubbliche a cooperative o società che partecipano con i loro progetti ai bandi.  Questi i fatti, che da soli bastano a smentire categoricamente l’ipotesi avanzata dalla consigliera sull’irregolarità di spesa del servizio.

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