Pressioni mafiose a Peschiera? Si fanno sentire anche in città i riflessi dell’inchiesta che ha portato all’arresto del sindaco di Seregno per rapporti con la ‘Ndrangheta.

Pressioni mafiose a Peschiera?

La tesi dell’inchiesta secondo fonti di stampa è che Antonio Lugarà, imprenditore edile arrestato nell’ambito del filone seregnese, avesse mire anche su Peschiera. In particolare intendeva realizzare una residenza per anziani e un’area commerciale lungo la Paullese. Per questo nel 2015 aveva bisogno che l’Amministrazione guidata da Luca Zambon non cadesse.

Trame oscure?

Lugarà, secondo tali voci, per arrivare ai suoi obiettivi  avrebbe instaurato un intenso rapporto con Silvio Chiapella, portavoce di una lista a sostegno del Pd che era in maggioranza, per convincere i tre consiglieri di opposizione Antonio Falletta, Carla Bruschi e Luigi Di Palma (di Forza Italia) perché non dessero la spallata a Zambon con una mozione di sfiducia.

Le reazioni del Pd

In realtà nessuno dei politici peschieresi è coinvolto nell’inchiesta. “Tutto il circolo del Pd esprime pieno sostegno all’ex sindaco Luca Zambon, al segretario Lorenzo Chiapella, all’iscritto Silvio Chiapella – si legge in un comunicato del partito – È sconfortante notare come figure istituzionali alla guida del Comune ed esponenti politici della maggioranza, a colpi di comunicati e di post sui social, si comportino da autentici sciacalli erigendosi a paladini della giustizia e della correttezza. Nessun atto amministrativo all’epoca della giunta Zambon è sotto esame. Il nostro partito non vuole cedere a questo continuo e incessante clima persecutorio in cui si arriva a denigrare e ad offendere cittadini incensurati”.

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… e quelle di Forza Italia

“Le pressioni esterne in quei giorni furono tante. La base di Forza Italia, denunciando il tentativo di inciucio,  non si piegò alle volontà  dell’ex Direttivo e chiese spiegazioni – si legge in una nota di Forza Italia – L’allora coordinatore provinciale del partito Luca Squeri sciolse il Direttivo guidato dall’ex coordinatore Mario Moro. Questi si era schierato contro la firma della mozione di sfiducia nei confronti dell’ex sindaco Zambon. Anche l’allora consigliere Falletta scelse di non sostenere l’atto. Così fu estromesso dal partito, esonerato dal suo ruolo di capogruppo e messo all’angolo. Il nuovo capogruppo fu Carla Bruschi, il nuovo coordinatore cittadino, Mario Orfei. Fu nominato anche un nuovo Direttivo cittadino. Fu appunto la nuova classe dirigente a dare il via libera all’atto finale per mandare a casa Zambon dimostrando coerenza e coraggio. Le dimissioni di Luigi Di Palma e Carla Bruschi furono così determinanti. Il gruppo di Forza Italia di Peschiera Borromeo ha dimostrato di avere nel suo organismo gli anticorpi per isolare pressioni di ogni sorta”.