La nona puntata di una rubrica mensile a cura del dottor Fabio Colombelli,  dentista di Treviglio. Ogni mese, un quesito sanitario sulla salute della bocca e dei denti, cui risponde l’esperto e titolare degli studi dentistici di Peschiera Borromeo e di Casirate.

“Come posso mantenere sana la dentizione del mio bambino?”

La possibilità di avere una dentizione sana da adulti è inversamente proporzionale alle cure sui denti: un dente trattato è sempre più vulnerabile di un dente sano. Inoltre i denti da latte possono cariarsi molto rapidamente.
Mantenere abitudini alimentari corrette ed un adeguato livello di igiene orale è quindi una terapia; da qui, l’importanza di prevenire lo sviluppo di problemi e patologie dentali già dall’età pediatrica.

La prima visita? Fondamentale attorno ai sei anni

In assenza di problemi, una prima visita dal “dottore dei dentini” intorno ai 6 anni, età di inizio della permuta, diventa fondamentale perché spesso piccole problematiche non visibili ne sintomatiche in questo modo possono essere scoperte ed affrontate prima che diventino più importanti. Ad inizio della permuta possono poi essere intercettate anomalie di sviluppo delle strutture ossee e quindi inquadrato rapidamente un piano di intervento in ambito ortopedico-ortodontico.

Le famose caramelle di troppo

A volte però ci si trova già alla prima visita con il dentista a dover affrontare cure in bambini. La causa principale di carie è la scarsa igiene orale, spesso legata ad un consumo esagerato di dolci, caramelle, bibite zuccherate, fermo restando che nel DNA esistono predisposizioni individuali. Oggi viene posta in secondo piano l’utilità del fluoro per via orale, visti i contrapposti pareri scientifici.

Dieta e buone prassi

Fondamentali invece una dieta bilanciata e l’adozione di corrette manovre di igiene orale che possano diventare per il bambino una abitudine quotidiana.
Ma in caso di patologie già sviluppate è possibile curare un bimbo in età così precoce? Nei bimbi realmente non collaboranti le terapie possono essere eseguite ricorrendo a tecniche di sedazione cosciente (eseguibili anche in ambulatorio) o, nei casi di assoluta mancanza di collaborazione, con tecniche di narcosi (da eseguirsi solo presso strutture ospedaliere). Nei casi comuni si può invece procedere adottando qualche attenzione psicologica specifica: un ambiente in grado di trasmettere serenità e tranquillità (colori solari e caldi, vivacizzazione
dell’ambiente con disegni) lo dispone ad una fase di ascolto curioso che può essere sfruttato come chiave di accesso alla sua collaborazione.

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Come una messa in scena teatrale

Il medico dovrà poi approcciarsi con calma, gentilezza, con una modalità espressiva quasi da messa in scena teatrale. Il linguaggio da utilizzare va trasformato secondo uno schema dove, senza mentire né prenderlo in giro, si entra nel suo mondo trasformando quell’esperienza in un gioco, con regole che a volte potranno non piacergli ma che lui cercherà di rispettare per non “tradire” il gioco stesso. In tal senso la presenza dei genitori deve essere il più possibile passiva: la percentuale di riuscita del trattamento è molto più elevata quando il genitore resta in sala di attesa durante le terapie! Con un approccio “olistico”, nel più ampio senso del termine, si ha in genere un’ottima percentuale di successo nelle cure dentali pediatriche, limitando al minimo i casi di assoluta non collaborazione, da trattare insieme all’anestesista.

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La prima puntata: Correggere i denti storti, fino a che età?

La seconda puntata: Ho paura di perdere i miei denti: come posso evitare questo rischio?

La terza puntata: Dolori ai muscoli del viso: possono essere i denti?

La quarta puntata: Fare terapie di sbiancamento dentale è pericoloso per la salute dei denti stessi?

La quinta puntata: E’ vero che in estate si creano più facilmente problemi al dente del giudizio?

La sesta puntata: L’estetica del sorriso

La settima puntata: La stomatite aftosa è una patologia grave?

L’ottava puntata: tecniche di implantologia dentale

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